Alcuni esperti sostengono che nelle diete vegetariane, vegane o crudiste, l’avocado non dovrebbe essere inserito, sebbene sia di origine vegetale. Non tanto per i suoi aspetti nutrizionali, quanto per motivi “etici”. Per saperne di più, si può continuare a leggere l’articolo.
Le proprietà dell’avocado
E’ bene partire proprio dalle caratteristiche di questo frutto, che prende il nome dall’omonima pianta, originario dell’America centrale. Esso contiene:
- proteine, due grammi per cento di polpa;
- grassi, prevalentemente di tipo insaturo, nelle quantità di ventuno grammi per polpa;
- vitamine del gruppo A, B, C ed E, in grandi quantità;
- elevate quantità di potassio, maggiori di quelle che si possono trovare nella banana.
Grazie ai suoi nutrienti, l’avocado può:
- ridurre il livello di colesterolo cattivo e trigliceridi nel sangue, grazie ai suoi grassi insaturi;
- migliorare la funzionalità del sistema cardiocircolatorio, per merito dei suoi alti livelli di potassio;
- aiutare ad assimilare gli antiossidanti;
- aumentare il senso di sazietà, il che lo rende un ottimo alimenti all’interno delle diete dimagranti;
- combattere le infezioni intestinali ed urinarie, causati da colibacilli;
- contrastare i dolori dello stomaco e del fegato, come la gastrite ed è utile per facilitare la digestione;
- rigenerare nuove cellule in gravidanza, grazie ai folati al suo interno;
- migliorare la salute degli occhi;
- aumentare la libido e la fertilità;
- nutrire e fortificare i capelli, in particolare quelli secchi, fragili ed opachi;
- idratare ed elasticizzare la pelle, se inserito in una maschera di bellezza, soprattutto se si ha una pelle secca.
L’avocado, come alimento, si consuma crudo, a pezzi o ridotto in passata, all’interno di insalate, antipasti, frullati, zuppe, panini, dolci e macedonie. Per i trattamenti di bellezza, invece, si riduce sempre in purè, per abbinarlo ad altri ingredienti naturali, e prepararvi delle maschere o degli impacchi per capelli.
Perché non rientra nella dieta vegana (e forse anche in quella vegetariana)?
Nonostante le sue proprietà, nella dieta vegana e/o vegetariana questo frutto non dovrebbe venire incluso. Il perché? Sembra che per soddisfare i consumatori sulla richiesta di semi di girasole, mandorle ed avocado, gli agricoltori ricorrano a delle api per impollinare i campi.
Di conseguenza, seconda l’etica vegana, la coltivazione di queste piante comprende lo “sfruttamento” di questi insetti, e quindi non si può considerare un cibo vegano. Senza contare che, in alcuni campi agricoli degli USA, durante il trasporto di alveari, molte api muoiano.
Non si può nemmeno definire che l’avocado sia frutto “sostenibile“, in quanto per le sue coltivazioni richiedono una grande quantità di acqua. In paesi come Cile, questi frutteti stanno diventando una vera e propria minaccia anche per gli esseri umani, che si vedono sottrarre dell’acqua per il loro uso e consumo (e lo stesso vale anche per gli animali).
Quindi, se dei vegani e dei vegetariani vogliono assumere questi alimenti, devono assicurarsi che non vengano da coltivazioni di questo genere, e dovrebbero consumarli con parsimonia.









