Nella macchia mediterranea il radicchio nasce anche spontaneo. Ci sono intere zone e terreni che possono offrire il radicchio selvatico che poi è noto come cicoria selvatica, chiamata poi cicoria comune. Il problema è che ci sono tante altre piante che vi somiglia, ma che sono molto velenose.
Infatti il rischio, per chi non è esperto nel riconoscere queste erbe selvatiche, è quello di andare a raccogliere e a cucinare delle piante che sono tossiche. Anzi il consiglio è prestare la massima attenzione.
La cosa migliore è quella di comprare o coltivare questa verdura, ma se siete amanti della vita campestre, fate tante escursioni, è normale che ci sia poi la tentazione di raccogliere quelle erbe che si possono cucinare.
Attenzione a non confonderlo
Il radicchio selvatico o cicoria selvatica, ha un ciuffo d’erba esterna che somiglia realmente alla cicoria ed è qui che si viene tratti in inganno.
La prima pianta che potrebbe confonderci è l’aconito che è un’erba assolutamente velenosa. Essa diventa riconoscibile dal fiore che non appartiene alla tipologia della cicoria. Tuttavia quando non c’è il fiore le foglie sono facilmente confondibili. Occorre un occhio molto esperto e notare la sottile peluria che non dovrebbe essere presente sulla cicoria comune. Inoltre attenzione alla forma delle foglie che sono più larghe e meno “cicciottelle”.
La seconda pianta che potreste scambiare per cicoria selvatica o per borraggine (quest’ultima è una pianta medica con grandi qualità) è la mandragora. Oggi essa è presente in molte zone alpine ed è una pianta velenosa e allucinogena. C’è il rischio di morire con un paio di forchettate di questa erbetta.
Radicchio selvatico velenoso, i rischi
Queste di erbe sono spesso chiamate: radicchio selvatico velenoso. Il motivo è solo che esse somigliano a radicchio, alla pianta erbacea, ma sono molto pericolose.
L’aconito provoca paralisi facciali, infiammazioni, febbre, pericarditi e infezioni cutanee. Purtroppo ci sono soggetti molto sensibili, come i bambini e gli anziani, che rischiano di avere delle condizioni invalidanti e permanenti.
Mentre la mandragora è una pianta allucinogena. Si ha la visione offuscata, aumenta la temperatura del corpo, ci si disconnette dalla realtà, si hanno delle sensazioni di disorientamento e provoca attacchi di panico. Aumenta la tachicardia, dona poi allucinazioni e alterazioni dei sensi. In poche parole si rischia realmente molto. In alcuni soggetti, l’uso della mandragora, ha portato alla morta per collasso cardiaco.
Attenzione massima alle erbe selvatiche
Prima di dedicarsi alla raccolta di erbe selvatiche occorrono anni ed anni di studio e di analisi delle diversità e similitudini tra piante “buone” e quelle velenose. Il consiglio è quello di non affidarsi mai alla loro bellezza perché proprio le erbe che sono le più belle, sono le più velenose.
Inoltre è preferibile non raccoglierle se non si conoscono e di non affidarsi ad internet dove non sono chiare le immagini e le spiegazioni.









