Quali sono le associazioni italiane che non fanno esperimenti sugli animali?

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Vegani e vegetariani, fanno sempre attenzione a tutto ciò che comprano dagli alimenti ai vestiti o ai prodotti per l’igiene, per non incorrene in prodotti di origine animale o che sono stati testati su di essi. La vivisezione, poi, per vegetariani e vegani è davvero un’inutile crudeltà. Ma quali sono le associazioni, in Italia, che non fanno esperimento sugli animali?

La vivisezione

La sperimentazione sugli animali, o la vivisezione, non sono certo ben visti, e non solo da vegetariani e vegani. In Italia, ogni anno, sono 900,000 gli animali che vengono sottoposti a dei veri e propri trattamenti di tortura (circa 2500 al giorno), per esperimenti che sono, in alcuni casi, del tutto inutili, da parte industrie cosmetiche, chimico-farmaceutiche, belliche, alimentari, etc.

La legge numero 116 del 1992, attualmente in vigore, ha rivelato che in Italia sono più di 500 le industrie che sperimentano sugli animali, e i controlli sono pressocché inesistenti.

Eppure, le alternative a sperimentazioni in cui gli animali vengono ustionati, accecati, obbligati a ingerire sostanze, etc, ci sono. I test di tossicità studiati negli ultimi anni, ad esempio, hanno sviluppate nuove metodologie, come dei test sulle colture di tessuti animali e cellule, oppure dei modelli matematici computerizzati.

Contro gli esperimenti che prevedono la vivisezione, è nato l’I-Care, il Centro Alternativo nella Ricerca e nella Didattica, con sede India, che prevede progetti a livello mondiale.

Le associazioni italiane che non sperimentano sugli animali

A finanziare ricerche senza coinvolgere gli animali, in Italia, sono principalmente due. Una è la Fondazione “Per il cuore”, che promuove campagne e progetti per le patologie del cuore, e l’altra è la Lega italiana per la lotta contro i tumori.

Vi sono, poi, delle associazioni che sostengono i malati, ma non finanziano ricerche (e quindi, non promuovono la vivisezione), come la Lega italiana per la lotta contro l’AIDS o la Lega Italiana Sclerosi Multipla.

Sul sito novivisezione.org, è possibile trovare anche l’elenco delle associazioni che finanziano le ricerche che prevedono esperimenti sugli animali, come la Telethon o Trenta Ore per la Vita, e si può, quindi, evitare di donare il 5×1000 a queste associazioni, indirizzandolo ad altri.

A quali prodotti fare attenzione

Alcuni potrebbero pensare che i rimedi e cosmetici naturali, essendo un’alternativa ai farmaci, potrebbero non presentare sostanze animali, ma non è così. Ad esempio, alcune creme, che fanno parte di linee del tutto naturali, possono includere anche degli elementi del mondo animale, come il veleno di vipera o quello d’ape, e quindi è bene controllare il loro INCI.

Per essere sicuri che alcuni prodotti per l’igiene e per la casa siano vegani, si può cercare sulla confezione del prodotto un logo che raffigura un conglietto con due stelline. Esistono, inoltre, dei preservativi vegan, eco-compatibili, biodegradabili e privi di crudeltà, che non vengono realizzato con la caseina (una proteina del latte), come quelli della marca Condomi, approvati  dalla Vegan Society.

Ci sono anche quelli che si possono definire dei “prodotti animali nascosti“, come il collagene, una sostanza prodotta naturalmente dal corpo e che viene inclusa in alcune creme o sieri. Nella maggior parte dei casi, il collagene incluso in questi prodotti viene da tessuti bovini.