Margherita Hack è stata un’astrofisica ed una divulgatrice scientifica, nonché una nota attivista, anch’essa vegetariana. Ma che cosa si sa di lei? Come ha deciso di adottare un regime alimentare senza carne?
La sua biografia
La Hack nacque a Firenze il 12 giugno 1922, da un padre contabile ed una madre miniaturista alla Galleria degli Uffizi. Di religione lui protestante e lei cattolica, si unirono alla Società Teosofica Italia.
Margherita si diplomò al liceo scientifico ed in seguito prese la laurea in fisica nel 1945, ma in gioventù fece anche attività sportive come l’atletica o la pallacanestro, e durante la guerra si dichiarò antifascista, soprattutto dopo l’emanazione delle leggi razziali. Nel 1944 si sposò con Aldo De Rosa, ma i due non ebbero figli, ed insieme, nel 1947, si trasferirono a Milano, dove lei si mise a lavorare alla creazione di una nuova macchina fotografia. L’anno seguente, ritornarono a Firenze, dopo che lei ottenne il posto di assistente del direttore all’Osservatorio di Arcetri.
Nel 1950 divenne professoressa all’Università di Firezenze, studiano poi nel 1953 per sei mesi a Parigi, e tornata in Italia cominciò a scrivere articoli di divulgazione scientifica, pubblicando il suo trattato Stellar Spectroscopy nel 1959. Nel corso degli anni continuò a scrivere e promuovere studi e progetti scientifici, pubblicando le sue memorie nel 2001. Nel 2012 le venne assegnata la Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Morì il 29 giugno 2013, ed il marito la seguì un anno dopo.
La sua attività e la scelta vegetariana
Essendo i suoi genitori vegetariani, la Hack non mangiò mai carne e non sentì l’esigenza di farlo. Basta leggere queste sue dichiarazioni:
- “La carne mi ripugna, non tanto per l’odore, ma per il pensare da dove viene, quali sofferenze ha sopportato l’essere vivente, un mammifero come me, a cui apparteneva”;
- “Ero vegetariana, ero molto più libera di tutti i miei coetanei, perché avevo dei genitori liberali il cui stile educativo faceva leva sulla mia responsabilità e non sull’imposizione di regole”;
-
“Io credo che uccidere qualsiasi creatura vivente, sia un po’ come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano”.
Oltre ad essere una scienziata, la Hack era anche un’attivista politica e sociale. Nel 2010, ad esempio, si batté per i diritti civili ed il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Riteneva che l’eutanasia fosse un diritto e, naturalmente, si batté anche per i diritti degli animali. Si può anche aggiungere, che ebbe anche dei gatti, a cui ha dedicato un libro, ma amò anche i cani. Un’altra sua passione a cui dedicò un libro, fu la bicicletta, in cui raccontava delle vicende di gioventù e non.
Si può riassumere il suo pensiero, in quest’altra sua dichiarazione: “Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra”.









