Anche se non si ha la certezza che il filosofo e matematico greco Pitagora sia il primo vegetariano, sicuramente è l’iniziatore del vegetarianismo. Ma chi era davvero Pitagora? E cosa sosteneva riguardo al non cibarsi di animali?
La sua vita
Non si sa molto della vita di Pitagora. Egli sembra essere nato a Samo, nel 570 a.C., e le scienze matematiche sembra averle apprese da Egizi, Fenici e Caldei. Di lui, hanno parlato diversi filosofi, da Empedocle di Agrigento a Porfirio, da Platone ad Erodoto.
Tra i suoi allievi, c’erano sia uditori che matematici, ed oltre alla matematica, egli si interessava di filosofia, musica, cosmografia e metempsicosi, ovvero la dottrina che crede alla sopravvivenza della psiche dopo la morte. La bíos pythagorikós, ovvero i suoi principi per una vita corretta comprendevano anche l’astenersi dal mangiare animali.
Dopo l’invasione dei persiani, egli si rifugiò a Crotone, in Magna Grecia, ed è lì che fondo la scuola pitagorica. Sulla sua morte sono state fatte varie ipotesi, ma è probabile che sia morto durante i disordini tra gli aristocratici pitagorici e i democratici, a Metaponto, nel 295 a.C.
Il vegetarianismo di Pitagora
Sul vegetarianismo, Pitagora potrebbe essere stato influenzati dall’orfismo e da alcuni Bramani. I primi, rifiutavano di mangiare carne di animali in quanto legati alla morte. E’ sicuro che per il matematico greco astenersi dal mangiare alla carne era un modo per purificarsi, in quanto non si ingeriva nemmeno il sangue dell’animale.
Inoltre, come è già stato detto, Pitagora credeva nella metempsicosi e non poteva escludere la reincarnazione, e quindi che un essere umano potesse rinascere come animale. Certo, essendo uno studioso non poteva nemmeno non considerare gli aspetti medici. Infatti, secondo alcune sue indagini, il consumare legumi e verdura era di gran lunga più salute del nutrirsi di carne.
Sotto il profilo etico, il matematico greco era convinto che vi era un legame profondo tra l’uomo e gli animali, e che quindi non era lecito ucciderli. Affermava, anche, che l’uomo è carnivoro per vanità e che nutrendosi di carne si allontanava dalla sua stessa natura. “Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili” diceva, ed oltre a non nutrirsi di animali, infatti, egli non portava nemmeno indumenti o calzature derivati da essi, e dichiarò espressamente di non sacrificarli agli Dei, ma proteggerli.
C’era, tuttavia, un legume che Pitagora sconsigliava di mangiare, ovvero le fave. Queste, infatti, erano legato al mondo sotterraneo dell’Ade, la terra dei morti, ed erano utilizzate anche nei rituali legati a questi ultimi. Tra le sue regole, egli vietava anche di toccarle, come precauzione al favismo, ed una leggenda dice persino che preferì farsi uccidere, piuttosto che attraversare un campo di fave.









