La sostenibilità: come può influenzarla la dieta vegana e vegetariana?

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Secondo molti esperti, la dieta vegana (ed anche quella vegetariana) potrebbero rappresentare la soluzione più accessibile, sostenibile e sicura per il problema della fame del mondo, migliorando l’equilibrio nella distribuzione del cibo. Ma come è possibile? E che effetti ha sull’ambiente?

Dieta vegana e fame nel mondo

Alcuni studi dimostrano che se la produzione agricola fosse più incentrata per l’alimentazione umana, anziché quella animale, si potrebbero nutrire più persone. La FAO ha confermato che una dieta vegan potrebbe nutrire ben 6,2 miliardi di persone, mentre un’alimentazione che comprende il 25 % di prodotti animali, ne sfama la metà.

Un altro problema è rappresentato dall’acqua: negli allevamenti di bestiame se ne consuma una quantità di gran lunga maggiore di quella utilizzata da una famiglia in un anno, e negli Stati Uniti le falde acquifere delle grandi pianure si stanno esaurendo, e con essa la produzione di vegetali, che richiedono terreni, acqua ed energia in quantità minori, rispetto al bestiame.

In sostanza, se si consumassero più alimenti vegetali, ci sarebbe più cibo ed acqua a livello mondiale. Una volta, la carne veniva consumata si e no una volta al mese o nelle occasioni di festa, e sarebbe un’abitudine da riprendere, per evitare meno sprechi.

Ambiente e vegan

Oltre che a ridurre la fame del mondo, lo stile di vita vegano è la migliore soluzione per la sopravvivenza del pianeta, in quanto le restrizioni non si limitano solo all’alimentazione.

Gli “sprechi” dei grandi allevamenti, non si limitano solo all’alimentazione degli animali con cereali, che andrebbero impiegati per quella umana, ma anche all’uso di acqua e corrente elettrica, che a loro volta emettono gas serra. Senza contare che per coltivare i cereali destinati a nutrire gli animali, si abbattono intere foreste.

Sempre per tornare al tema dell’alimentazione, non si può non sottolineare quante specie animali, come gli squali o le balene, si stanno estinguendo per via dell’uomo, che vuole cibarsi delle loro carni o comunque usarli per altri prodotti, e quando una specie si estingue, crea uno squilibrio nell’ambiente.

Ad esempio, senza predatori come certe specie dii squali, i pesci di cui si nutre si moltiplicano e possono consumare gli organismi vegetali che danno vita alle barriere coralline, che a loro volta morirebbero, e né i pesci né altri organismi marini avrebbero di che sfamarsi.

Vivere vegan

Oltre a non mangiare alimenti di origine animali, i vegani seguono uno stile che si può definire proprio “a impatto zero“, perché:

  • i vegetali di cui si nutrono provengono da alimentazione biologica, che favorisce la fertilità del suolo e si usano i fertilizzanti naturali;
  • non indossano abiti di provenienza animale, che provengono sempre da grandi allevamenti, che effettuano gli stessi sprechi;
  • usano detersivi, prodotti cosmetici o per la casa naturali, che non prevedono sperimentazioni sugli animali e non includono ingredienti nocivi per l’ambiente.