Tra gli alimenti alternativi alla carne, oltre al tofu e al seitan, il più nominato è sicuramente il tempeh. Ma da dove viene questo alimento? Quali sono le sue proprietà nutritive? Come cucinarlo?
Le caratteristiche del tempeh
Il tempeh è un alimento derivato dalla soia, di origini indonesiane (ed è in Indonesia che si consuma regolarmente), molto simile al tofu. Dall’aspetto, si presenta simile a un panetto, mentre il sapore ricorda quello dei funghi o delle noci. Per ottenerlo, si prendono i semi di soia e si ammollano, per poi essere sbucciati, spezzettati e cotti in modo parziale, per poi inocularvi un fungo che gli permette di fermentare. Poi, questi semi vanno compattati in panetti, e si consumano sempre cotti.
Nutrizionalmente, il tempeh contiene 170 calorie in un etto, e contiene, sempre per cento grammi, venti grammi di proteine, nove grammi di carboidrati e cinque grammi di grassi. inoltre, è ricco di sali minerali (come calcio potassio e fosforo) e di omega 3, mentre le quantità di vitamine presenti dipendono dal tipo di fermentazione usato. Quello appena descritto, ad esempio, può produrre in questo alimento vitamina B12.
Sul mercato è possibile trovarlo nei panetti in barattolo o sottovuoto, fresco o da conservare in frigo. In certi mercati viene venduto già grigliato. E’ importante, comunque, cuocerlo sempre, perché non si avverta un sapore amaro.
Come prepararlo
Il tempeh si può preparare in vari modi, per vari piatti. Una ricetta da poter provare è il tempeh alla cacciatora. Per questa ricetta occorrono: cinque etti di tempeh, una cipolla, un bicchiere di vino bianco, rosmarino, zenzero, sale, due cucchiai di salsa di pomodoro, farina ed olio extra-vergine di oliva.
Per prepararlo, si inizia a tagliare il tempeh a cubetti, infarinarli e friggerli in abbondante olio extra-vergine d’oliva finché non saranno dorati. I cubetti andranno poi fatti asciugare sulla carta assorbente da cucina. In una padella, si rosola la cipolla tritata, facendo attenzione che non imbiondiscano. Si aggiunge, poi, il tempeh, un bicchiere di vino, la salsa di pomodoro e il rosmarino. Si stufa il per un quarto d’ora o venti minuti, aggiustando di sale e due cucchiai di succo di zenzero, ottenuto strizzando dello zenzero grattugiato.
Chi vuole provare una ricetta più “esotica”, può optare per il tempeh fritto alla balinese. Per quattro persone occorrono: 320 grammi di tempeh, un etto si riso vialone nano, un mestolo di brodo vegetale, sei pomodori, quattro spicchi d’aglio, due o tre scalogni, peperoncini piccanti, un cucchiaino di zucchero, olio extra-vergine di oliva, olio di arachidi, sale e pepe.
Per prima cosa si deve tagliare il tempeh a bastoncini e lasciarli marinare in un piatto con un mestolo di brodo e il pepe, per una ventina di minuti. Nel frattempo, si prepara il sambal, una salsa orientale, facendo scottare i pomodori per trenta secondi in acqua bollente, per poi scolarli, pelarli e tagliarli pezzi. In un tegame si scalda l’olio di oliva con gli scalogni e gli spicchi d’aglio tritati, lo zucchero e due prese di sale, unendo qualche peperoncino (non più di tre). Si versano i pomodori e si cuoce il tutto a tegame coperto, per una decina di minuti o finché la salsa non si restringe.
Si fa cuocere il riso in acqua salato, e nel frattempo si scola il tempeh per poi friggerlo nell’olio di semi fino a che i lati non saranno dorati. Si serve, poi, il tempeh caldo con il riso, il sambal e, a piacere, un’insalata preparata con finocchi, basilico e peperoncino tagliato a fettine.









