Il melograno, pianta delle famiglia delle Punicacee, che fa parte di solo due specie di piante, è noto fin dall’antichità per le sue innumerevoli proprietà, tra le quali c’è anche la sua azione per abbassare il colesterolo. Per saperne di più, si può continuare a leggere questa pagina.
La pianta e i suoi frutti
Il melograno è un piccolo albero, che non supera i cinque metri di altezza, con foglie di forma ellettica, di un verde brillante. I suoi fiori sono di colore rosso o arancio, e i suoi frutti, dalla scorza rigida, contengono semi di una succosa polpa, di colore rosaceo. La sua fioritura avviene tra i mesi di luglio e agosto, mentre i frutti si possono raccogliere tra settembre e novembre.
Originariamente, questa pianta era diffusa in Persia (oggi Iran) e in Afghanistan, ma oggi è diffuso per tutto il Medio Oriente e sulle coste del Mediterraneo, dove in passato era considerato un simbolo di fertilità.
Ci sono molte tradizioni e credenze legate a questo arbusto. Ad esempio, in Turchia c’è la tradizione che la sposa, spaccando la melagrana, saprà quanti figli darà alla luce contando i semi che si staccheranno spontanemente dal frutto. In Grecia, era una pianta legata alla dea Afrodite (ciò spiega perché il suo fiore, nel linguaggio floreale, simboleggia l’amore ardente), e le spose romane intrecciavano i capelli con i suoi rami. Nel Rinascimento, Cristo veniva rappresentato con una melagrana in mano, che simboleggiava la nuova vita che aveva donato agli uomini.
Le sue proprietà
Non sono poche, le proprietà del melograno. Infatti, è un ottimo antidiarroico, astringente, antivirale e vermifugo. Alcuni studi, inoltre, hanno verificato che il consumo del suo succo, diminuisce l’ossidazione del colesterolo cattivo (LDL), ed incrementa l’attività di quello buono (HDL). Grazie ai suoi polifenoli, che fungono da anticoagulanti, può migliorare anche la funzionalità dell’apparato cardiovascolare.
Il succo, tuttavia, non è l’unica parte della pianta impiegata per la salute. Con la corteccia della sua radice, ad esempio, ricca di tannini, si possono preparare dei decotti, una volta ridotta in polvere, per combattere la dissenteria, ed è anche un ottimo rimedio contro le tenie. I suoi semi, ricchi di vitamina C, hanno un’azione diuretica. Le sue foglie, invece, sono antibatteriche, e se applicate fresche su piaghe e ulcere, trattanute da una garza sterile, possono disinfettare queste ferite, grazie all’acido ursolico e i triteperni (dei principi attivi) al loro interno.
Per uso esterno, l’infuso preparato con i suoi fiori può rinfrescare le gengive, combattere infiammazioni alla gola e le afte in bocca, mentre il decotto della sua corteccia ha proprietà purificanti (anche se in maniera blanda) ed astringenti. Tuttavia, i preparati che hanno alla base la sua corteccia, sono fortemente sconsigliati per donne in stato di gravidanza o allattamento e i bambini con meno di cinque anni.









