Un frutto come il mango fa sempre pensare a paesaggi esotici, ed infatti esso proviene dall’Asia, ed è il frutto nazionale dell’India, delle Filippine e del Pakistan. Appartiene alla famiglia della Anacardiacee, e per saperne di più sulle sue proprietà e i suoi nutrienti, si può continuare a leggere questa pagina.
I suoi nutrienti e le proprietà
Il mango è un frutto dalla forma tondeggiante o appena allungata, con una buccia il cui colore varia dal rosso al verdastro, ed una polpa giallo-arancione. Un etto di questa polpa contiene circa 60 o 70 chilocalorie, ed oltra all’acqua in essa ci sono:
- degli zuccheri, al 15 %;
- delle proteine, e sembra che un etto e mezzo di mango ne contengano lo stesso numero di una banana;
- una buona quantità di vitamina A ed E;
- sali minerali, come il ferro, il potassio, il fosforo, il calcio, lo zinco e lo zolfo;
- una considerevole quantità di fibre;
- dei carotenoidi, sostanza che l’organismo trasforma in vitamina A;
- dei flavonoidi, con un’azione antiossidante.
Grazie a questi nutrienti, esso è utile per:
- contrastare la formazione di radicali liberi, in modo da ridurre il rischio di insorgenza di tumori e malattie degenerative. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che aiuterebbe a prevenire il cancro al seno;
- favorire le funzioni del sistema immunitario, per aiutarlo a combattere delle malattie infettive;
- migliorare la salute della pelle e degli occhi;
- ottenere un blando effetto sedativo, visto il suo alto contenuto di fibre, e per questo può contrastare anche la stipsi;
- aumentare il senso di sazietà.
Come consumarlo
Sicuramente, è meglio gustare il mango al naturale, in succo o macedonia, perché mantenga tutte le sue proprietà nutritive. In una macedonia, si consiglia di mescolarlo sempre ad altri frutti ricchi di acqua, come l’arancia, la pera o la mela.
Nei paesi tropicali, poi, il mango si usa come contorno per arrosti di carne, selvaggina, pesce, tagliato a fettine e saltato in padella. In India, poi, viene consumato come antipasto, grattuggiato e condito con sale ed olio. Come altri frutti, poi, se ne possono fare centrifughe, frullati e dolci, nonché salse, per piatti freddi e salati.
Un piatto tipico tailandese, che si abbina perfettamente alla cucina vegana, è sicuramente lo sticky rice. Per prepararlo bisogna mettere a mollo un etto di riso parboiled per un’ora, da portare a bollere in una pentola con l’acqua, posizionandovi una vaporiera con un foglio di carta da forno. Si scola poi il riso, versandolo con una vaporiere, chiudendo con il coperchio e cuocendo per un altro quarto d’ora. Intanto, si scalda 400 milillitri di latte di cocco con cinquanta grammi di zucchero, ed una volta cotto si aggiunge il riso, fino a che il composto non torna a bollire, cuocendo per altri dieci minuti, mescolando di tanto in tanto, fino a che non si ottiene una sostanza cremosa. Si taglia mezzo mango, tagliandolo prima a fettine e poi a cubetti, per poi guarnirvi il riso nel piatto, con semi di sesamo bianchi e neri, da servire freddo.









