L’arame (Eisenia bicyclis) è un’alga bruna giapponese, ricca di diversi sali minerali, che la rendono adatta ad una dieta vegetariana o vegana. A livello di sapore, è molto gradita in anche occidente e si può inserire in vari piatti.
Le sue proprietà e i suoi benefici
Questa alga si presenta di un colore bruno, lunga fino a trenta centimetri e dalle foglie larghe, e di un sapore delicato. Viene raccolta non solo in Giappone, ma anche in Perù e sulle coste settentrionali dell’Oceano Pacifico, e prima di essere venduta viene tagliata a strisce sottili, cotta e seccata al sole.
Tra i suoi nutrienti sono incluse diverse vitamine, iodio, calcio, rame, ferro zinco e potassio, in concentrazioni maggiori delle piante che si raccolgono a terra. In particolare, contiene grandi quantità di beta-carotene, un ottimo antiossidante.
E’ un ottimo alimento non solo per i vegetariani o i vegani, ma anche per chi ha problemi alla tiroide, in quanto lo iodio al suo interno ne stimola la funzionalità, riducendo la pressione sanguigna alta, ma prima di inserirlo nella propria dieta, è bene consultare il proprio medico. Grazie al beta-carotene, aiuta anche a rigenerare le cellule e rallentare l’invecchiamento (compreso quello cutaneo).
Tuttavia, chi soffre di ipertiroidismo, dovrebbe evitarlo o, come si è già accennato prima, consultare il proprio medico, prima di assumerla in qualunque maniera. Lo stesso vale per le donne in stato di gravidanza o che allattano, o i bambini al di sotto dei dodici anni.
L’arame in cucina
In cucina, quest’alga è adatta per accompagnare il tofu, il tempeh ed il seitan con le verdure (a cui conferisce, sicuramente, più sapore oltre che più nutrienti), oppure condita con lo shoyu (salsa di soia) e una salsa di aceto.
Ciò non toglie che si possa usare anche nei primi, nelle zuppe e nei piatti unici. Ad esempio, in questa ricetta di riso selvatico, arame e porri: per quattro persone, occorrono tre etti di riso, due foglie di alga rame, un porro ed un dado vegetale per il brodo.
Il riso selvatico va cotto in una pentola capiente, con acqua salata, per trentacinque minuti, mentre si lava e si taglia a rondelle un porro e si mettono a mollo nell’acqua le foglie di alghe, nel tempo indicato sulla confezione, per poi scolarle e tagliare a striscioline.
Dopo, in una padella, va fatto rosolare il porro in un cucchiaio di olio extra-vergine di oliva, aggiungendovi, una volta che sarà dorato, le foglie di alga e il dado vegetale per il brodo. Una volta che la cottura del riso sarà ultimata, andrà fatto anch’esso saltare nella padella con il porro e l’alga, prima di servire a tavola, caldo o tiepido.
Online non è difficile trovare molte altre ricette con l’arame, comprese alcune in cui viene abbinata ad altre alghe provenienti dal Giappone e usate spesso nella cucina del suddetto paese (sempre in piccole quantità).









