A chi sono rivolte queste FAQ? Queste FAQ sono rivolte a chi non conosce la filosofia di vita vegan e vuole saperne di più, a chi vuole avvicinarsi a questa filosofia di vita, e a chi, già vegano, vuole sapere come rispondere alle domande che frequentemente si sente porre dagli altri.
Si ringrazia l'autore delle FAQ Riccardo B. www.animalstation.it.
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Che differenza c’è tra essere vegetariani o vegani?
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“Cosa NON significa essere vegani?”
Essere vegano non significa semplicemente seguire una dieta, nè seguire una dieta per dimagrire, nè mangiare come asceti che si vogliono punire. Non significa aderire a una setta New Age, a una moda salutistica o ad una tendenza stravagante. Non significa essere hippy, nè essere di destra, di sinistra o di centro. Non significa essere esaltati, estremisti o fanatici. Vivere vegan non significa fare un sacrificio. Non è difficile, pericoloso per la salute o triste. Vivere vegan è una scelta profonda, che nasce in modo naturale dentro una persona, ed è una scelta piena di gioia.
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“Cosa mangia un vegano?”
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“Come vive un vegano?”
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Perché si sceglie di diventare vegani?
La ragione principale e più diffusa che spinge una persona a diventare vegana è il rispetto per l’animale: ci si oppone allo sfruttamento dell’animale e alla sua uccisione per qualsiasi fine. In particolare, ci si oppone all’allevamento degli animali per l’alimentazione: gli animali allevati oggi vivono in condizioni di vita infernali, che nulla hanno a che vedere con l’immagine della classica fattoria. In ogni caso, tutti gli animali, anche quelli dei cosiddetti “allevamenti biologici”, finiscono la loro vita in un macello [» per saperne di più]. Inoltre l’allevamento di animali ha un impatto devastante sull’ambiente: è considerato il secondo principale fattore di riscaldamento globale (maggiore del traffico stradale, aereo e navale dell’intero pianeta), oltre che causa di consumi massicci di energia, acqua e risorse alimentari, intenso uso di pesticidi e altre sostanze chimiche, deforestazione, inquinamento delle acque e altri problemi di natura ecologica [» per saperne di più]. Questo si lega al problema della fame nel mondo e allo sfruttamento dei paesi poveri, dove le terre vengono usate per la produzione di mangime destinato ad ingrassare gli animali dei nostri allevamenti piuttosto che per sfamare i milioni di persone che muoiono di fame (vedi: Ho sentito dire che essere vegani contribuisce ad alleviare la fame nel mondo, è vero?). Infine, è dimostrato che un’alimentazione vegana non solo è adeguata per l’organismo umano, ma porta anche numerosi vantaggi per la salute [» per saperne di più]. Va anche detto che per altre persone essere vegani coincide con una scelta religiosa/spirituale molto profonda.
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Perchè niente latte e uova?
Attualmente mucche e galline sfruttate per latte e uova sono, tra gli animali allevati per l’alimentazione umana, quelli soggetti a maggiore sofferenza. Le mucche vivono in enormi stalle munte continuamente con mungitrici meccaniche, spesso sviluppando gravi mastiti (dolorosissime infiammazioni alle mammelle) e sfruttate fino a che molte non sono più in grado di reggersi in piedi (le cosiddette “mucche a terra”). Le mucche ovviamente, per produrre latte, come tutti i mammiferi, devono prima partorire: negli allevamenti vengono quindi inseminate artificialmente ogni anno così da programmare un parto ogni anno. I vitelli maschi che nascono, ovviamente non in grado di produrre latte e quindi inutili, vengono allevati e infine uccisi ancora cuccioli a soli 6 mesi di vita. Le galline invece vivono tutta la loro breve vita in gruppi di quattro dentro gabbie delle dimensioni di un foglio di giornale, schiacciate l’una contro l’altra a produrre uova in continuazione. Negli stabilimenti di produzione di galline, naturalmente, non nascono solo pulcini femmina (le future galline) ma anche pulcini maschi (su 100 pulcini, mediamente 50 saranno femmina e 50 saranno maschi). I pulcini maschi ovviamente non sono in grado di fare uova, e non sono adatti nemmeno come polli da ingrasso (che devono provenire solo da razze selezionate): vengono quindi uccisi solitamente gettandoli vivi in un tritacarne industriale e trasformati in mangime d’allevamento. Consumare latte e uova implica quindi necessariamente la morte di vitelli maschi e pulcini maschi. Infine, anche le stesse mucche e galline, dopo qualche anno di vita, quando non più produttive e quindi inutili al mercato, vengono uccise per divenire carne di seconda scelta, mentre in natura vivrebbero molti anni ancora.
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Perché niente miele?
Negli allevamenti industriali le api possono essere imbottite di farmaci, bruciate vive o subire altre crudeltà (» Api bruciate vive per mancata registrazione di antibiotici) o essere uccise. Nella produzione artigianale di miele su piccola scala (di tipo “amatoriale”, per intenderci) l’uccisione delle api è probabilmente molto rara. Evitare il consumo di miele rimane il solo modo per allontanare ogni dubbio. In ogni caso, il miele che si trova in tutti i prodotti confezionati è di produzione industriale, quindi certamente poco “sicuro”. Il miele può essere benissimo sostituito con il malto, che ha la stessa consistenza ed è altrettanto dolce e sano. Altri prodotti delle api, quali il polline, la pappa reale e il veleno (usato in alcuni medicamenti “naturali”) causano invece sofferenza e morte alle api, e quindi sono da evitare senza alcuna ombra di dubbio.
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Un vegano come nutre il proprio cane/gatto?
Esistono crocchette 100% vegetali sia per cani che per gatti, attentamente studiate presso laboratori universitari e perfettamente equilibrate. Oltre all’origine degli ingredienti, un altro problema sui mangimi per pet riguarda la sperimentazione animale: infatti molte ditte di mangime tra le più note eseguono esperimenti su animale (cani e gatti) per testare i loro prodotti medicati, come ad esempio la nota IAMS (» video: indagine PETA nei laboratori IAMS). In commercio è possibile trovare crocchette 100% vegetali e non testate su animali, tra le più note: Vecan (solo per cani) e Amì (per cani e gatti). Per chi invece volesse nutrire il proprio cane con preparazioni casalinghe può leggere » qui. È comunque importante sapere che i mangimi a base di carne e pesce, come è facile intuire, non contengono certamente tagli di prima scelta, destinati all’alimentazione umana, ma solo gli scarti della macellazione, comprese carcasse di animali morti per infezioni, tumori o altre patologie. Le crocchette a base vegetale inoltre sono molto utili in casi di allergie nell’animale, perchè prive di coloranti e altre sostanze chimiche comunemente presenti nei mangimi convenzionali.
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Cos’è lo specismo? Cos’è l’antispecismo?
Come il razzismo è una forma di discriminazione di una razza verso altre razze, così lo specismo è una forma di discriminazione di una specie verso altre specie. Il filosofo australiano Peter Singer definisce lo specismo come «un pregiudizio o attitudine di una specie a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie». Lo specismo fonda quindi la propria discriminazione di un individuo sulla sola base della sua appartenenza ad una specie. Quando si parla della sofferenza umana e la si considera più grave di quella di altre specie, si è, per così dire, “colpevoli di specismo”. Alcune conseguenze pratiche e diffuse dello specismo sono l’industria della carne, i laboratori di vivisezione, gli allevamenti per la produzione di pellicce, gli zoo, i circhi con animali, le arene per le corride e pratiche come la caccia o la pesca. L’antispecismo invece è l’atteggiamento etico-morale che si oppone a questa visione, riconoscendo alle altre specie non umane pari dignità di quella umana e gli stessi diritti fondamentali: diritto alla libertà, diritto al benessere e diritto alla vita.
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Una dieta vegana è una dieta equilibrata?
Carne, pesce e derivati animali non sono alimenti necessari all’organismo umano e una dieta vegana è in grado di fornire adeguatamente tutti i nutrienti di cui ha bisogno il nostro corpo, ad esclusione della B12 che va assunta tramite integratore (vedi: Vorrei diventare vegetariano/vegano: devo assumere integratori alimentari?). L’American Dietetic Association, la più prestigiosa associazione di nutrizionisti al mondo, nella propria posizione ufficiale sulle diete vegetariane (intese come diete a base di alimenti vegetali, quindi inclusa la dieta vegana), afferma che “le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti” (» dossier completo).
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Una dieta vegana pone a rischio di carenza di proteine?
L’American Dietetic Association, la più prestigiosa associazione di nutrizionisti al mondo, nella propria posizione ufficiale sulle diete vegetariane (intese come diete a base di alimenti vegetali, quindi inclusa la dieta vegana), afferma che “a condizione che vengano consumati gli alimenti vegetali in modo variato e che venga soddisfatto il fabbisogno energetico, le proteine vegetali possono soddisfare i fabbisogni nutrizionali proteici” (» dossier completo).
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Una dieta vegana pone a rischio di carenza di ferro?
L’American Dietetic Association, la più prestigiosa associazione di nutrizionisti al mondo, nella propria posizione ufficiale sulle diete vegetariane (intese come diete a base di alimenti vegetali, quindi inclusa la dieta vegana), afferma che “l’incidenza dell’anemia da carenza di ferro tra i vegetariani è simile a quella verificata tra i non-vegetariani. Sebbene gli adulti vegetariani presentino più bassi depositi di ferro rispetto ai non-vegetariani, i loro livelli sierici di ferritina si collocano usualmente all’interno del range di normalità” (» dossier completo).
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Latte e latticini non sono alimenti indispensabili per la salute?
Il latte contiene alcuni nutrienti indubbiamente utili: calcio, presente però anche in molti cibi vegetali e prodotti vegani fortificati; vitamina D, prodotta comunque in quantità adeguate dalla pelle con l’esposizione alla luce solare; e vitamina B12, assente in una dieta vegana ma che può essere assunta tramite integratore (vedi: Vorrei diventare vegetariano/vegano: devo assumere integratori alimentari?). Latte e latticini tuttavia contengono anche: grassi, principalmente saturi; colesterolo, in quantità potenzialmente dannose per la salute; proteine animali, che aumentano le perdite di calcio dall’organismo; e lattosio, causa di problemi gastrointestinali anche seri per intolleranti. Inoltre il latte, come tutti i prodotti animali, contiene una elevata quantità di inquinanti chimici, farmaci, oltre a sangue, pus, feci, batteri e virus, ed è uno dei maggiori responsabili di allergie alimentari. Per quanto riguarda la prevenzione dell’osteoporosi, nonostante quello che viene generalmente creduto, latte e latticini non hanno alcun effetto protettivo dimostrato, mentre sembra essere più importante la pratica regolare di attività fisica e il consumo di frutta e verdura [» per saperne di più].
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Una dieta vegana è davvero migliore per la salute?
Il consumo di carne (pesce compreso, vedi: Il pesce non soffre ed è un cibo salutare… no?) e prodotti di origine animale (latte, latticini – vedi: Latte e latticini non sono alimenti indispensabili per la salute? – e uova) è legato alle principali malattie croniche della nostra società (cancro, malattie cardiovascolari, diabete, ecc). Una dieta a base di cibi vegetali sembra essere migliore per la salute non tanto per l’assenza di prodotti animali (che, quando non dannosi, non apportano alcun vantaggio all’organismo), quanto per le comprovate proprietà protettive dei cibi vegetali. I dati scientifici ottenuti da una moltitudine di studi epidemiologici (come il Progetto Cina) mostrano che chi segue un’alimentazione a base di cibi vegetali gode di una salute migliore rispetto ai non-vegetariani, e in particolare una dieta che minimizzi o elimini completamente anche latte e derivati e uova è in grado di ridurre considerevolmente l’incidenza di gravi patologie. L’American Dietetic Association, la più prestigiosa associazione di nutrizionisti al mondo, nella propria posizione ufficiale sulle diete vegetariane (intese come diete a base di alimenti vegetali, quindi inclusa la dieta vegana), afferma che “i risultati di una rassegna basata sull’evidenza hanno mostrato che la dieta vegetariana è associata a una riduzione del rischio di morte per cardiopatia ischemica. I vegetariani evidenziano, inoltre, livelli inferiori di colesterolo legato alle lipoproteine LDL e di pressione arteriosa, nonché ridotti tassi di ipertensione e di diabete mellito di tipo 2 rispetto ai non-vegetariani. I vegetariani tendono ad avere un ridotto indice di massa corporea (BMI) e ridotti tassi di tutti i tipi di cancro” (» dossier completo).
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Una dieta vegana è adeguata anche per gravidanza/allattamento/infanzia/adolescenza?
L’American Dietetic Association, la più prestigiosa associazione di nutrizionisti al mondo, nella propria posizione ufficiale sulle diete vegetariane (intese come diete a base di alimenti vegetali, quindi inclusa la dieta vegana), afferma che “le diete vegane, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane ben pianificate sono appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza e allattamento. Le diete vegane, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane correttamente strutturate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella prima e seconda infanzia e degli adolescenti, e promuovono una crescita normale [...]. Le diete vegetariane nell’infanzia e nell’adolescenza possono essere d’ausilio nello stabilire sani schemi alimentari, validi per tutta la durata della vita, e possono offrire alcuni importanti vantaggi nutrizionali. I bambini e gli adolescenti vegetariani presentano più bassi introiti di colesterolo, grassi saturi e grassi totali, e più elevati introiti di frutta, verdura e fibre rispetto ai non-vegetariani. È stato riportato che i bambini vegetariani sono anche più magri e presentano più bassi livelli di colesterolo plasmatico” (» dossier completo). Per adolescenti vegani e genitori di adolescenti vegani è disponibile una pratica guida in pdf » qui.
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Seguire una dieta vegana costa molto?
Gli alimenti di base dell’alimentazione vegana sono cereali, legumi, frutta e verdura. Questi prodotti, rispetto a carne, pesce e formaggi, hanno costi decisamente ridotti. Cibi come tofu, seitan o altri più esotici, che hanno prezzi più alti, sono alimenti da consumare sporadicamente e non devono certo rappresentare la base dell’alimentazione vegana. In ogni caso questi prodotti non hanno prezzi più alti di formaggi di buona qualità o carni e pesci pregiati. Inoltre non è assolutamente necessario comprare prodotti biologici se si segue una dieta vegana, come molti credono: scegliere prodotti biologici dipende esclusivamente dalle preferenze personali. Ci si rivolge ad un negozio di cibi biologici solo per prodotti come tofu, seitan e simili che, come detto, non rappresentano la base della dieta vegana. Per tutto il resto si può continuare a fare la spesa al supermercato o dove si preferisce. In conclusione una dieta vegana ha un costo complessivo decisamente inferiore rispetto alla dieta onnivora [» per saperne di più].
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È possibile continuare a mangiare carne ma senza che gli animali soffrano?
Per molte persone che iniziano a sentire i primi sensi di colpa nel mangiare carne, sperare che il cibo che stanno consumando provenga da animali che non hanno sofferto oppure cercare di rivolgersi ad allevamenti biologici, è uno dei primi meccanismi di difesa che scatta. Spesso però si finisce per capire che nessuno potrà assicurarci che l’animale che stiamo mangiando sia stato trattato “bene”. Le cosiddette “leggi sul benessere animale” sono ancora leggi piegate al profitto dell’allevatore e non al vero benessere dell’animale: sono leggi che permettono ad esempio che i giovani vitelli crescano anemici, che ai piccoli suini venga tagliata la coda senza anestesia, che le galline vivano schiacciate una contro l’altra dentro piccole gabbie [» per saperne di più]. Anche rivolgersi agli allevamenti biologici non risolve il problema (vedi: Se un animale vive in un allevamento biologico o dal contadino non c’è niente di male… no?). In ogni caso, tutti gli animali, anche quelli degli allevamenti biologici, finiscono la loro vita in un macello, e la morte, per questi animali, non è sempre rapida e indolore come si crede, ma non raramente si tratta di una lenta agonia. Non mangiare animali e non consumare i loro prodotti (latte, latticini e uova) è l’unica soluzione concreta per non sostenere la crudeltà sugli animali.
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Vorrei diventare vegetariano/vegano ma prima vorrei consultare un dietologo, cosa devo fare?
A differenza di paesi come gli Stati Uniti o l’Inghilterra, in Italia, purtroppo, molti medici (ma non tutti fortunatamente) hanno ancora molti pregiudizi verso la dieta vegana e, nei casi peggiori, anche verso quella vegetariana. Non è raro avere a che fare con medici mal informati e non aggiornati spingere il paziente al consumo di carne prospettandogli carenze di ogni tipo e gravi conseguenze sulla salute. L’American Dietetic Association, la più prestigiosa associazione di nutrizionisti al mondo, nella propria posizione ufficiale sulle diete vegetariane (intese come diete a base di alimenti vegetali, quindi inclusa la dieta vegana), afferma che “i professionisti della nutrizione hanno un ruolo importante nel fornire assistenza nella pianificazione di diete vegetariane sane per quegli individui che mostrino interesse verso l’adozione di una dieta vegetariana o che già consumino una dieta vegetariana, e devono essere in grado di fornire informazioni accurate e attuali sulla nutrizione vegetariana” (» dossier completo). In ogni caso, la dieta vegetariana/vegana, per soggetti in salute, non necessita del supporto di un medico per essere seguita in maniera corretta (vedi: Vorrei diventare vegetariano/vegano: come posso mangiare in maniera corretta?). Tuttavia, chi vuole consultare uno specialista, dovrebbe prima accertarsi che si tratti di un medico senza pregiudizi sulle diete a base vegetale. Se si vuole consultare un medico specializzato in nutrizione vegetariana si può fare riferimento all’elenco dei medici soci di SSNV.
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Vorrei diventare vegetariano/vegano ma i miei genitori non sono d’accordo, cosa devo fare?
In questi casi è importante parlare con i propri genitori, proponendosi con un atteggiamento maturo e spiegando loro i motivi della propria scelta: la sofferenza degli animali, la salvezza del pianeta, la salute. Bisogna far capire ai genitori quanto questa scelta sia una cosa importante e non una ragazzata, spiegando come una dieta veg*ana sia perfettamente in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali dell’organismo, anche durante la crescita. Un opuscolo utile da leggere, sia per ragazzi che per genitori, è la Guida al vegetarismo per genitori e ragazzi. Al limite, si può considerare l’opportunità di andare con i propri genitori da un medico specializzato in nutrizione vegetariana, così da far loro capire quanto una dieta veg*ana sia adeguata e salutare (» elenco dei medici soci di SSNV).
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Vorrei diventare vegetariano/vegano: come posso iniziare?
Una volta tolti dalla tavola carne e pesce (e, nel caso dei vegani, latte e derivati, uova e miele), è importante scoprire nuovi ingredienti, nuovi sapori e nuovi piatti: mangiare veg*ano infatti non significa solo “togliere”, ma soprattutto “aggiungere”. Per iniziare, un breve articolo introduttivo si può leggere » qui. Un articolo più approfondito si può leggere invece » qui. Un ottimo sito di riferimento è invece VegFacile.info, dove si viene guidati passo passo alla scelta veg. Se si vuole discutere con altre persone che hanno già fatto la scelta veg o si hanno dubbi o domande, si può visitare il forum di VeganHome.
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