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Mercoledì, 22 Febbraio 2012
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Chiudere i mattatoi, gli stabulari della vivisezione e convertire gli animalisti al vegetarismo

La cultura della nonviolenza universale del vegetarismo, del rispetto per gli animali e dell'amore per la natura si divide, idealmente, in tre fasce concentriche che corrispondono al grado di partecipazione di ognuno che a seconda della propria sensibilità aderisce alla sfera vegetariana, animalista o ecologista. La fascia più esterna può corrispondere a quella ecologista, la fascia intermedia è quella animalista, la terza a quella vegetariana.

L'ESSERE VEGETARIANI PUÒ ESSERE CONSIDERATO UN PUNTO DI ARRIVO DI UN ANIMALISTA MA ANCHE UN PUNTO DI PARTENZA, DAL MOMENTO CHE NON È POSSIBILE ESSERE VEGETARIANI SENZA ESSERE ANIMALISTI, COME NON È POSSIBILE ESSERE ANIMALISTI SENZA ESSERE ECOLOGISTI.

Dagli ultimi dati a disposizione risulta che in Italia vi sono circa 30 milioni di animali domestici, per deduzione vi sono almeno 10 milioni di persone che amano gli animali. Purtroppo solo alcuni di questi sono vegetariani. A mio avviso una delle priorità animaliste è quella di produrre programmi che possano convincere gli animalisti a diventare vegetariani puntando principalmente sulla grave incoerenza che vivono coloro che dicono di amare gli animali ma limitano questo sentimento al proprio cane o al proprio gatto e non si interessano della sorte degli altri animali che vengono torturati con la vivisezione, uccisi con la caccia, schiavizzati nei circhi e negli gli zoo, uccisi per le pellicce o sistematicamente sterminati nei mattatoi per imbandire le tavole anche di coloro che dicono di amare gli animali.
Se l'opera di sensibilizzazione sarà portata avanti con le adeguate ed incisive argomentazioni, puntando principalmente sulla incoerenza che vive un animalista non vegetariano si possono ottenere a breve distanza di tempo ottimi risultati di apertura verso la necessaria riduzione del consumo di carne e quindi risparmio di sofferenza e morte agli animali.

IL PASSO SUCCESSIVO DOVREBBE ESSERE QUELLO DI EVIDENZIARE AGLI ECOLOGISTI L'INCOERENZA CHE ANCH'ESSI VIVONO INTERESSANDOSI DELLA NATURA E NON DELLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI CHE SONO PARTE INSCINDIBILE, COME NOI, DELL'ECOSISTEMA.

Per quanto concerne i programmi per la chiusura dei mattatoi a mio avviso ogni associazione vegetariana o animalista dovrebbe concentrare maggiormente le sue forze su questo obiettivo finale considerandolo come simbolo delle nostre battaglie, come altrettanto la chiusura dei laboratori di sperimentazione animale. A tale scopo occorre evidenziare con la massima incisività gli aspetti positivi che ne derivano dalla progressiva eliminazione di tutti i prodotti animali dalla propria dieta e i vantaggi che ne derivano per l'uomo, per gli animali e la natura, invitando altresì a non utilizzare farmaci, cosmetici e prodotti vari sperimentati sugli animali.

Gli aspetti programmatici dovrebbero mirare a dimostrare sul piano pratico, scientifico e statistico, la veridicità, la giustezza e l'inconfutabilità delle nostre tesi, mettendo in evidenza che:

- i mattatoi sono veri e propri campi di sterminio in tempi di pace, pertanto debbono essere aboliti perché indegni di un popolo civile;

- come dimostrato scientificamente dai criminologi, l'alimentazione carnea incita l'uomo all'aggressività e alla violenza, oltre ad abituarlo a convivere con l'idea dello sfruttamento e dell'uccisione del più debole a vantaggio del più forte ma a danno dell'evoluzione civile, morale e spirituale dell'intero genere umano;

- la carne, essendo una sostanza non adatta all'alimentazione umana causa (come dimostrano dati statistici della FAO e dell'OMS e da molti scienziati di chiara fama) moltissime malattie, comprese quelle cardiocircolatorie e tumorali, prima causa di morte nel mondo occidentale;

- il modello alimentare improntato sul consumo della carne e derivati animali risulta essere la causa diretta della fame e delle malattie nel 3° Mondo, della distruzione della natura e dell'inquinamento dell'aria, del suolo e delle acque; pertanto chi mangia la carne deve essere consapevole che sta contribuendo ad affamare, se non a far morire per fame, qualcuno nei paesi in via di sviluppo, oltre ad essere responsabile delle altre problematiche enunciate;

- il rispetto per ogni essere vivente, la valorizzazione della sacralità della vita, la compassione verso la sofferenza universale, l'astinenza dalla carne, sono le regole imprescindibili indicate dai grandi Iniziati per raggiungere le sfere della spiritualità e quindi l'integrale realizzazione dell'uomo.

MOTIVAZIONI "ANIMALISTE" PER DIVENTARE VEGETARIANI





MOTIVAZIONI "ECOLOGISTE" PER DIVENTARE VEGETARIANI















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