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Lunedì, 21 Maggio 2012
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Cosa contiene la carne

SOSTANZE "NATURALI" CONTENUTE NELLA CARNE SENZA AGGIUNTA DI ADDITIVI CHIMICI
(CARNE BIOLOGICA)

Ferro eme

Gli studi epidemiologici sul rapporto tra dieta e salute indicano la presenza di una correlazione tra il consumo di carne rossa e trasformata e i tumori di colon, retto, stomaco, pancreas, vescica, endometrio, ovaio, prostata, mammella, e polmone, e le malattie cardiovascolari, l'artrite reumatoide, il diabete tipo 2 e la demenza di Alzheimer. 
La correlazione tra tutte queste importanti malattie croniche con la carne rossa della dieta è indicativa della presenza, nella carne rossa, di sostanze in grado di danneggiare componenti biologiche dell'organismo.
Un nuovo articolo che verrà pubblicato su Medical Hypotheses di ottobre 2007, dal titolo "Il ferro eme assunto attraverso la carne rossa può catalizzare il danno ossidativo e può agire come iniziatore del tumore di colon, mammella, prostata, delle malattie cardiovascolari e di altre patologie", analizza le ragioni per le quali il ferro eme contenuto nelle carni rosse pu essere dannoso per la salute. 
L'ipotesi di questo articolo si focalizza sulla biochimica dei composti dell'eme e sui loro processi ossidativi.
La trasformazione delle proteine dell'eme contenute nella carne cruda, nel corso dei processi di preparazione e di digestione della carne, genera dei prodotti che reagendo con zolfo, azoto e ossigeno sono in grado di catalizzare reazioni di ossidazione; queste reazioni sarebbero in grado di danneggiare i lipidi, le proteine, il materiale genetico e altre componenti dei diversi sitemi biologici dell'organismo, e di perpetuare una catena di reazioni ossidative.
Si pensa che il danno biochimico e tissutale causato dai radicali liberi prodotti nel corso di queste reazioni ossidative catalizzate dall'eme sia simile a quello prodotto dalle radiazioni ionizzanti.
Poiché il danno ossidativo è largamente riconosciuto come uno dei fattori in grado di innescare patologie croniche, è evidente che la riduzione delle quantità di carne rossa nella dieta sia in grado di abbattere i livelli di danno ossidativo dell'organismo.

Fonte: http://www.biospazio.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1756
Fonte: Tappel A., Heme of consumed red meat can act as a catalyst of oxidative damage and could initiate colon, breast and prostate cancers, heart disease and other diseases., Med Hypotheses. 2007;68(3):562- 4.
per approfondimenti sul ferro non-eme, dove trovarlo negli alimenti veg* e come meglio assimilarlo:  http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/vrg/ferro.html

Grassi saturi

I prodotti animali contengono anche grassi saturi, a partire dai quali il fegato sintetizza ulteriore Colesterolo. I grassi insaturi non hanno invece questo effetto. I grassi saturi sono facili da identificare perché sono solidi a temperatura ambiente, mentre quelli insaturi sono liquidi. Carne di manzo, pollo, e molti altri prodotti animali contengono rilevanti quantità di grassi saturi. Questa è un'ulteriore buona ragione per evitare tali prodotti.
Fonte: http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/pcrm/pcrm_colesterolo.html Nel 1997, il World Cancer Research Found e l'American Institute for Cancer Research concludevano che "Le diete ad elevato contenuto di grassi saturi possono aumentare il rischio di cancro mammario... Le diete ad elevato contenuto di grassi vegetali o polinsaturi non appaiono influenzare questo rischio... e le diete ricche in acidi grassi monoinsaturi non hanno alcuna relazione con il rischio di cancro mammario".
Fonte: http://www.scienzavegetariana.it/argomentinbreve/atti_1_forumveg.html 
Studio scientifico: Food, nutrition and the prevention of cancer: a Global Perspective

Benzopirene (Idrocarburo policiclico aromatico)

È un prodotto della combustione di materiale organico (rifiuti, nafte, cherosene, ecc.). Si trova nel fumo di sigaretta, nei gas di scarico dei motori Diesel e... nella carne, specie se affumicata o cotta alla griglia (1 kg di carne alla griglia contiene la stessa quantità di benzopirene di 600 sigarette). È cancerogeno (classificato in Categoria 1, come sostanza certamente cancerogena per l'uomo, dall'International Agency for Research on Cancer).

Ptomaine

Sono sostanze derivate dall'azione di batteri della putrefazione su composti organici azotati (in particolare sulle sostanze proteiche come la carne, e perciò dette anche alcaloidi cadaverici. Tra le principali: scatolo, indolo, putrescina, cadaverina, neurina, ecc. Si producono con la frollatura (la fase di stagionatura della carne, nella quale i quarti di macellazione vengono tenuti ad una temperatura compresa fra 0 e 4 gradi centigradi per un periodo che va dai 2 ai 20 giorni), necessaria per intenerire la carne che altrimenti risulterebbe immangiabile a causa dell'irrigidimento dei tessuti muscolari dovuto al rigor mortis, che interviene subito dopo la macellazione e dura per circa 70-80 ore. Sono sostanze tossiche.

Trasformazione delle masse muscolari in carne.

In seguito all’abbattimento dell’animale, i muscoli vanno incontro ad una serie di modificazioni biochimiche e biofisiche. L’irrigidimento cadaverico o “rigor mortis” è il primo fenomeno evidente che compare alcune ore dopo la morte. La velocità della comparsa della rigidità cadaverica dipende da diversi fattori quali: la temperatura ambientale, lo stato di nutrizione dell’animale e il grado di affaticamento al momento della morte, comparendo più rapidamente in animali malnutriti e stressati. Il rigor mortis è la conseguenza dell’esaurimento delle riserve energetiche del muscolo, in particolare dell’ATP. In carenza di ATP, actina e miosina (proteine miofibrillari) si legano irreversibilmente, il muscolo si accorcia e si irrigidisce. Fino a quando permane la rigidità cadaverica, la carne non è adatta per l’alimentazione essendo dura e tigliosa, solo dopo il processo di frollatura (proteolisi), il muscolo diventa vera e propria carne alimentare. La proteolisi è praticamente una putrefazione controllata che avviene a basse temperature per evitare la putrefazione immediata "mediante mantenimento della carne a 0-4 °C e ad un'umidità relativa del 75% per un periodo di 10-14 giorni dopo la macellazione." Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Alterazione_degli_alimenti#cite_note-2

La frollatura (proteolisi) e la putrefazione

La proteolisi e la putrefazione sono due processi fra loro strettamente correlati in quanto il primo è il preludio al secondo e, in parte, si sovrappongono con intensità via via crescente della putrefazione. La proteolisi consiste nella rottura della struttura primaria delle proteine e, quindi, nello sviluppo di catene polipeptidiche più piccole e di amminoacidi liberi. In generale la proteolisi porta ad un aumento della digeribilità delle proteine ma, anche, ad una potenziale riduzione del loro valore nutritivo. La putrefazione propriamente detta consiste invece nella distruzione degli amminoacidi, con conseguente sviluppo di composti fortemente aromatici derivati dal metabolismo dell'azoto (ammoniaca, amminecadaverinaputrescina, ecc.) e dello zolfo (idrogeno solforatomercaptani). I primi sono responsabili di odori pungenti e sgradevoli che ricordano, ad esempio, il pesce marcio, i secondi degli odori sgradevoli che ricordano le uova marce.

Leucomaine

Sono alcaloidi derivanti dalla disammilazione delle sostanze albuminoidi dei tessuti viventi. Sono cataboliti di scarto comunque presenti nella carne, indipendentemente dalla putrefazione. Comprendono purine, ammoniaca, urea, acido urico, creatinina, acido ippurico, ecc. Hanno diversi gradi di tossicità. Possono determinare, tra le altre cose, gotta e immunodeficienza.

Aldeide malonica

Sostanza derivata dall'ossidazione dei grassi animali. Aumenta durante la putrefazione (quindi già presente prima di essa) e durante la cottura (soprattutto alla griglia). Ha effetti tossici, mutageni e cancerogeni. 

Il Prof Robert Shamberg, della Harward Medical School, chirurgo e oncologo  presso l'ospedale di Boston (USA) ha individuato in tutte le carni (manzo, vitello, pollo, suino e pesce) la presenza dell'aldeide malonica, noto cancerogeno.

Diversi tipi di cibi commerciali disponibili cotti e crudi, sono stati testati per la presenza di inizio cancerogeno e mutageno dell'aldeide malonica, che è un prodotto avariato, un acido grasso insaturo. Il tiobarbiturico acido derivante dall'aldeide malonica estratto dalla carne, è stato identificato sia nella cromatografia su strato sottile, che dalla cromatografia dopo "silylation" (forse siliciazione). L'aldeide malonica è stata anche identificata direttamente dalla gas cromatografia.

Fra la carne acquistata nel supermercato, il manzo, aveva la più grande quantità di aldeide malonica. Il tacchino ed il pollo cotto, ne avevano alti livelli. La maggior parte dei formaggi avevano solo poche quantità di aldeide malonica. E in contrasto, molti vegetali e frutti avevano sia minuscole quantità o nessuna di aldeide malonica.

Fonte:  Pubmed: Malonaldehyde content of food - Shamberger RJ, Shamberger BA, Willis CE. 

Adrenalina

Sostanza rilasciata dal corpo in situazioni di stress, e abbondantemente prodotta dagli animali al momento dell'abbattimento. Può aggravare, nei soggetti predisposti, sindromi ansiogene, aumentando l'aggressività e il nervosismo.

Amine eterocicliche

Le alte temperature modificano profondamente gli alimenti, che perdono enzimi, vitamine , minerali e antiossidanti e subiscono profonde alterazioni delle proteine, dei grassi e dei carboidrati. I cibi che con l'alta temperatura subiscono maggiori modificazioni e aumentato rischio di cancro sono quelli a maggior contenuto di proteine animali. Gli alimenti sono trasformati dalle alte temperature in moltissimi casi in cibi mutageni e pieni di radicali liberi. Secondo le ultime le ricerche dell’Istituto Nazionale per il cancro del Governo USA (per saperne di più cercare http://cancernet.nci.nih.gov) la cottura ad alte temperature di molti alimenti di origine animale provoca la formazione delle : AMINO-ETEROCICLICHE (2-amino-1-methyl-6-phenil-imidazol(4,5-5-b)pyridine). Queste sostanze sono mutagene e cancerogene . Le AMINO-ETEROCICLICHE (HAs), non esistenti negli alimenti crudi, si formano con la cottura ad alta temperatura della carne, del pesce, del pollo e della carne di maiale. Le AMINO-ETEROCICLICHE sono minuscole molecole che originano quando gli aminoacidi e la creatina  dei muscoli con l’alta temperatura reagiscono tra di loro.
Le più importanti AMINE ETEROCICLICHE sono cinque :
1) PhIP
2) MeIQx
3) Di-MeIOx 4,8
4) IQ
5) AaC
LE AMINOETEROCICLICHE sono forti sostanze MUTAGENE e nell’ 80% dei casi sono anche cancerogene. Per sostanze MUTAGENE si intendono dei composti che provocano danni al materiale genetico delle cellule. Nel 1975 il dottor Bruce Ames ha descritto un metodo (TEST DI AMES) per stabilire quanto è mutageno un alimento e quanto è potente l’azione mutagena. I vegetali cotti contengono molto meno sostanze mutagene della carne o del pesce cotti ad alta temperatura e molte volte conservano le loro proprietà antiossidanti. Numerosi ricercatori hanno confermato con la somministrazione a diversi animali di laboratorio con forti quantità di AMINE ETEROCICLICHE la loro azione cancerogena.
I Ricercatori del National Cancer Institute del Governo USA hanno identificato 17 diverse differenti AMINO ETEROCICLICHE che si formano con la cottura a molto alta temperatura di ogni tipo di carne o di pesce. In uno studio recente i Ricercatori della divisione del cancro del National Cancer Institute hanno trovato una connessione tra consumo di carne e cancro dello stomaco, lo studio ha coinvolto 679 persone di cui 176 affetti da cancro gastrico. I Ricercatori hanno trovato che i soggetti che mangiavano la carne molto cotta avevano un rischio 3 volte più alto di cancro dello stomaco di coloro che mangiavano la carne appena cotta. I Ricercatori trovarono che i soggetti che mangiavano carne 4 volte o più la settimana avevano un rischio doppio di cancro gastrico rispetto ai soggetti che mangiavano la carne raramente.




BIBLIOGRAFIA:

1 )Knize e coll .FOOD Chem.33(7):545-51 -1995
2) Anonymus 1993 Cancer newsSummer1993, pag10-12
3) Lawrence1995Science Revue September pag 6-23
4) Layton e coll.1995 Carcinogenesis 16(1):39-52
5) Sinha e coll.Cancer Research 55(20):4516-9 6)Natonal Cancer Institute 1994 Cancer Statistic Reviw, 1973-1991 7) Adamson e coll. Adv.Exp. Med Biol 199569:211-20 8)Bogen KT 1994 Food Chemical Toxicology; 35(6) :505-15 9)Felton e coll. Carcinogenesis 1984;5:95-10 10)Snyderwine EG. Cancer1994;74:1070-7 11) Wakabayashi K e coll.Env.Health Perspective1993;99129-34
Eccetera eccetera... Si potrebbe continuare parecchio, i veleni sono tanti, uno peggiore dell'altro (nel libro "How to Get Rid of the Poisons in Your Body" (ISBN: 0668041145) Gary Null ne contano circa 2700...), ma credo che più o meno il quadretto sia chiaro. Vorrei concludere con un sorriso, citando una battuta dalla striscia a fumetti Dilbert, di Scott Adams.






SOSTANZE "CHIMICHE" CONTENUTE NELLA CARNE CON ADDITIVI CHIMICI (CARNE NON BIOLOGICA)

LA CARNE NON BIOLOGICA CONTIENE CONTIENE TUTTE LE SOSTANZE DELLA CARNE BIOLOGICA PIU' TUTTE LE ALTRE SOSTANZE CHIIMICHE

Diossina

È un prodotto della combustione di materiale organico contenente cloro o PVC. Il 90% circa dell'esposizione umana alla diossina avviene per via alimentare, attraverso il consumo del grasso contenuto nella carne, nel latte o nelle uova degli animali a loro volta esposti a diossina. È una sostanza cancerogena (Categoria 1 dell'IARC), considerata tra i più potenti veleni conosciuti. Causa leucemie, linfomi, sarcomi, infertilità, malformazioni del feto, immunodeficienza, patologie dermatologiche, ecc.
UN CANCEROGENO RICONOSCIUTO
I danni causati dalle diossine sono di diversa natura. In primo luogo, nell’esposizione acuta e a grandi quantità si producono ulcerazioni della pelle, ed è la pelle il primo bersaglio anche delle esposizioni meno forti, con una malattia chiamata cloracne, molto caratteristica perché si manifesta inizialmente con lesioni simili a grandi “punti neri”. Detto questo, già dal 1997 la IARC di Lione (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) l’ha riconosciuta come agente cancerogeno, e due anni prima aveva fatto la stessa cosa l’Agenzia per la protezione ambientale statunitense (l’EPA). Sono stati messi in luce anche effetti sull’apparato riproduttivo e quanto è avvenuto a Seveso ha confermato questo dato. In una ricerca pubblicata da Lancet nel 2000, a firma di Paolo Mocarelli, del Dipartimento di medicina di laboratorio dell’ospedale di Desio, si è dimostrato che l’esposizione alla diossina nell’uomo, soprattutto prima dei 19 anni, determina una minore capacità di procreare figli maschi. Nella popolazione di Seveso colpita dalla diossina nella fase prepuberale, infatti, si è avuta la nascita di 50 bambini e 81 bambine quando di solito il rapporto è di 106 a 100. Nello studio, inoltre, si è dimostrato che questo effetto si presenta anche quando nel genitore vi erano concentrazioni di diossina nel sangue molto basse.
LA DIOSSINA: UN SOTTOPRODOTTO DELL'INDUSTRIA DEL CLORO
Le diossine vengono generate come sottoprodotti non voluti di numerosi processi di produzione, utilizzazione e smaltimento del cloro e dei suoi derivati. Le emissioni industriali di diossine possono essere trasportate per grandi distanze dalle correnti atmosferiche, e, in misura minore, dai fiumi e dalle correnti marine.
Questa è la ragione della presenza di diossine in tutto il mondo. Anche se la loro produzione cessasse, i livelli già presenti nell'ambiente impiegherebbero anni prima di diminuire. Le diossine infatti sono sostanze persistenti, per la cui degradazione sono necessari decenni o secoli, e che possono essere riciclate continuamente in diversi comparti ambientali.
L'esposizione dell'uomo alle diossine ha luogo quasi esclusivamente attraverso l'assunzione di cibo, soprattutto carne, pesce e latticini. In casi di esposizione di soggetti a concentrazioni particolarmente elevate di diossine (ad esempio per esposizione accidentale o sul lavoro), si è potuto constatare la capacità di questi composti a ridurre la fertilità, le capacità di sviluppo e quelle di immunodifesa oltre che l'insorgenza di tumori. I risultati di recenti studi dimostrano che le concentrazioni di diossine nei tessuti umani nella popolazione generale (dei paesi industrializzati) hanno già raggiunto o quasi livelli ai quali si possono verificare effetti negativi sulla salute. Le più recenti ricerche sugli effetti delle diossine sugli organismi viventi includono: 
1) elevata sensibilità degli embrioni e dei feti di pesci, uccelli, mammiferi e uomo agli effetti tossici delle diossine. Per quanto riguarda l'uomo, gli effetti sullo sviluppo, osservati dopo un'esposizione accidentale elevata, comprendono: mortalità prenatale, riduzione della crescita, disfunzione di organi quali il sistema nervoso centrale (ad esempio, danni allo sviluppo intellettivo), alterazioni funzionali, ivi inclusi effetti sul sistema riproduttivo maschile.
2) alterazioni cellulari del sistema immunitario, variazioni nei livelli di testosterone (ormone sessuale maschile), nonché variazioni nella produzione di altri ormoni ed enzimi, possono verificarsi nell'uomo già a livelli (carichi corporei) di diossine attualmente riscontrati nella popolazione generale dei paesi industrializzati, o a concentrazini molto vicine a questi. Per soggetti la cui esposizione alla diossina è più elevata della media (dovuta, per esempio, ad una dieta prevalente a base di pesce o mammiferi marini), i rischi di effetti negativi quali la possibilità di riduzione del numero di spermatozoi, danni al sistema immunitario ed endometriosi, sono più elevati.
3) Gli effetti biologici delle diossine sembrano dipendere più dalla loro presenza in particolari organi e/o stadi vitali piuttosto che dall'entità quantitativa dell'esposizione. Studi di laboratorio hanno dimostrato che l'esposizione a dosi bassissime di diossina durante un periodo critico brevissimo nel corso della gestazione è sufficiente ad influire negativamente sulla salute del feto.
4) Nei paesi industrializzati, i livelli di diossina presenti nel latte umano fanno spesso sì che i lattanti assumano quantità di diossina di gran lunga superiori alla TDI proposta dall'OMS. Questo fenomeno è ancor più preoccupante se si considera che le stime dei rischi alla salute dovuti alle diossine non tengono conto di altre sostanze chimiche, quali i bifenili policlorurati (PCB), alle quali siamo esposti. La presenza contemporanea di questi composti in un organismo può indurre effetti cumulativi o addirittura sinergici rispetto a quelli indotti dai singoli inquinanti.
5) La diossina è cancerogena per l'uomo e per gli animali. L'EPA ha stimato che l'attuale esposizione di fondo della popolazione generale alle diossine determina un rischio di contrarre tumore variabile da 1/1.000 a 1/10.000 cittadini.  Fonte: http://lem.ch.unito.it/didattica/infochimica/2006_pesticidi/classici/emdiox.html

Nitrati e nitriti


Sali di azoto utilizzati come conservanti (soprattutto nei salumi e negli insaccati). I nitriti, e in particolare il nitrito di sodio, utilizzato come conservante (E250) e stabilizzatore del colore nelle carni e nel pesce, possono causare tumori (cervello, stomaco, pancreas e colon). I nitrati sono di per sé innocui, ma in particolari condizioni (calore, batteri, lunga conservazione) possono trasformarsi in nitriti.

Nitrosammine

Sostanze che si ottengono per reazione dei nitriti (ad esempio nel corso della cottura o della frittura, o nell'ambiente acido dello stomaco). La Food and Drug Administration ha definito le nitrosammine “uno dei più potenti gruppi di sostanze cancerogene mai scoperto”.

Antibiotici

Sono usati per curare gli animali malati o anche a scopo preventivo (a causa delle condizioni in cui vivono gli animali negli allevamenti industriali). Possono rimanere nella carne macellata e, assumendoli senza necessità, si può determinare una condizione di farmaco-resistenza (che limita l'efficacia degli antibiotici indebolendo l'organismo).

Stimolatori della crescita

Ormoni, steroidi, anabolizzanti, ecc. Utilizzati dagli allevatori per incrementare la resa ponderale degli animali. Ne esistono moltissimi. Tra gli altri ricordiamo il DES (dietilstilbestrolo), un estrogeno sintetico teratogeno e cancerogeno (causa adenocarcinoma vaginale, neoplasia squamosa della cervice, adenosi vaginali, malformazioni cervicali e tubariche, ipoplasia testicolare, ecc.) utilizzato in passato anche nelle carni liofilizzate ed omogeneizzate destinate all'infanzia. Gli steroidi anabolizzanti possono determinate disturbi dello sviluppo puberale, anomalie del ciclo mestruale, ginecomastia, diminuzione del numero degli spermatozoi, diminuzione della libido, sterilità, malformazioni fetali e, a lungo termine, tumori (soprattutto epatici e prostatici). L'Unione Europea ha bandito l'uso di queste sostanze e non consente l'importazione di carne prodotta con l'uso di steroidi anabolizzanti. A causa della debolezza e dell'inefficienza dei controlli, tuttavia, è probabile che anche in Italia circoli una grandissima quantità di carne proibita.
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Altro fattore importante è l’apporto di sostanze tossiche che derivano dalla morte dell’animale: l’irrigidimento fisiologico porta acido lattico a cui si aggiungono le tossine “da paura” sviluppate dall’animale al momento dell’uccisione o dai tranquillanti che gli hanno iniettato per renderlo meno nervoso. Questi ultimi si sommano alle tracce di farmaci o sostanze assunti nell’arco della vita dall’animale che sono:
La carne non è altro che il cadavere di un essere che era metabolicamente attivo. Ecco i problemi che ne derivano:
Quando un animale viene macellato, le sostanze di scarto che normalmente sarebbero eliminate dal flusso sanguigno rimangono nella carne in via di putrefazione. Chi mangia carne introduce nel proprio corpo rifiuti tossici che normalmente l'animale avrebbe eliminato con l'urina. Il dottor Owen S. Parret, nella sua pubblicazione "perché io non mangio carne" osserva che quando si fa bollire la carne di manzo, i rifiuti appaiono sulla superficie nella forma di un estratto solubile che, all'analisi chimica, risulta molto simile all'urina.
La carne è costituita dal tessuto muscolare degli animali. Essa non si può consumare fresca, poiché a causa delle modificazioni fisico-chimiche che si verificano nei muscoli (a partire da quelli più attivi) per accumulo di acido lattico, dopo la macellazione sopravviene il loro blocco per 1-2 giorni detto rigor mortis, che termina circa 70-80 ore dopo. Per raggiungere il giusto grado di "tenerezza" è necessaria allora la frollatura, consistente nel tenere i quarti di macellazione a temperatura compresa fra 0 e 4 gradi centigradi per un periodo che va dai 2 ai 20 giorni, con conseguente dissoluzione del tessuto collagene ed una prima alterazione delle cellule del muscolo.
Si tratta del disfacimento cellulare che prelude alla vera e propria putrefazione, con formazione di molte sostanze tossiche, le ptomaine, presentanti le reazioni generali degli alcaloidi e dette perciò anche alcaloidi cadaverici, e consistenti in basi organiche provenienti dall'azione dei batteri (in genere decarbossilizzazioni) su sostanze proteiche, lipidi, e acidi nucleici. Le più note sono scatolo, indolo, putrescina, cadaverina, neurina. Da ciò deriva la necessità di sottoporre le carni destinate al consumo non immediato a procedimenti che le rendano conservabili (congelamento, essiccamento, affumicatura, salatura, inscatolamento), o che le trasformino in prodotti non deperibili (es. estratti di carne).
Altra temibile sostanza tossica che aumenta durante la putrefazione (quindi già presente prima di essa), soprattutto a causa dello sviluppo di calore nelle reazioni esotermiche, è l'aldeide malonica, sicuramente cancerogena. Tale composto aumenta enormemente con la cottura, in particolare quella alla griglia.
Comunque presenti, indipendentemente dalla putrefazione, vi sono poi le leucomaine (alcaloidi derivanti dalla disammilazione delle sostanze albuminoidi dei tessuti viventi per idratazione intravitale), cioè le basi creatiniche, le purine, l'ammoniaca, l'urea, l'acido urico, la creatinina (anidride della creatina), l'acido ippurico (cristalli bianchi, inodori, solubili in alcool e acqua, prodotto di ossidazione di sostanze proteiche introdotte con gli alimenti), tutti cataboliti di scarto più o meno tossici, presenti solo perché l'organismo dell'animale era metabolicamente attivo.
Tratto da: http://www.lidasicilia.netsons.org/index.php?option=com_content&view=article&id=200:le-sostanze-tossiche-della-carne-&catid=49:articoli-animali-da-macello&Itemid=66
La carne non dovrebbe mai entrare nell'organismo umano e meno che meno si dovrebbe dare ai bambini, nei quali produce nervosismo, insonnia e alterazioni del ricambio. 

ormoni, antibiotici, erbicidi, diserbanti o pesticidi, induttori di crescita, inibitori della tiroide, tranquillanti. Per tutti, grandi e piccini, maschi e femmine, si profila con la carne un grave affaticamento degli organi emuntori, ed in particolare del fegato, del pancreas e dei reni.



UOVA - http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/uova_nutr.html#refs

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