Protocollo di rimozione protetta delle amalgame di mercurio
Sintesi del protocollo di rimozione protetta delle amalgame di mercurio secondo le linee guida dell'AIOAB la metodica sviluppata dal Dott. Federico Ronchi e le indicazioni di Cristiana di Stefano
Le amalgame al mercurio sono state molto utilizzate dai dentisti italiani e mondiali, infatti credo che una buona parte dei lettori in questo momento si starà toccando con la lingua il suo dente ripieno di mercurio.
A parte il fatto che non andrebbero usate perché inquinano in maniera impressionante (secondo un rapporto dell’OMS il mercurio delle amalgame è ben il 53% del mercurio che viene rilasciato ogni anno nell’ambiente), sono anche pericolose per la nostra salute poichè, come già saprete, il mercurio è molto tossico per l’uomo e viene rilasciato lentamente nell’organismo.
Sebbene non ci siano dati certi che ne confermino la pericolosità, io credo che di fronte anche ad un minimo dubbio (ed in questo caso il dubbio è più che minimo, nei paesi scandinavi sono le amalgame al mercurio sono vietate) si dovrebbe evitare di utilizzarle (dato che ci sono alternative più sicure) e, nel caso siano già state utilizzate, si dovrebbe procedere alla rimozione e alla sostituzione.
Ma la rimozione non va presa sotto gamba, è un momento molto delicato perché l’amalgama viene vaporizzata e ci si può esporre al mercurio in maniera acuta e così potremmo trovarci con un’intossicazione acuta che si sovrappone a quella cronica.
Prima di procedere alla rimozione è il caso che vi leggiate LINEE GUIDE SULLA RIMOZIONE PROTETTA DELL’AMALGAMA, presentate dalla Accademia Internazionale di Odontoiatria Biologica.
PROTOCOLLO DI RIMOZIONE
ALCUNE ACCORTEZZE PRIMA DELLA RIMOZIONE (tratto dal sito di Cristiana di Stefano):
NON ASSUMERE NESSUN PRODOTTO CHELANTE, EDTA ed altri chelanti chimici, Vit C e B in forte quantità, prodotti omeopatici, ce ne sono alcuni proprio pericolosi come il mercurio omeopatico o l'arsenico omeopatico, insomma evita di far andare in circolo i metalli tossici dato che VERA STEJSKAL, la "mamma" del test MELISA, sostiene a ragione che non ci si può disintossicare finché si hanno fonti tossiche in corpo. Non assumere disintossicanti, chelanti integratori, prodotti omeopatici, ecc., anche perché andrebbero ad allungare i tempi di disintossicazione e a peggiorare la sintomatologia più o meno evidente.
INTEGRATORI (tratto dal sito di Cristiana di Stefano):
Da circa 5 giorni prima a circa 5 giorni dopo ogni rimozione (e non più per non rischiare di mandare in circolo troppo veleno), ti consiglio di assumere come ulteriore precauzione:
- 2 cps di C-Tard (1 grammo di vitamina C) dopo colazione che è a lento rilascio;
- 1 o 2 cps di Carbone Vegetale (segui le indicazioni del foglietto illustrativo sulla posologia) dopo pranzo e dopo cena.
- Ogni rimozione avverrà a distanza di almeno 1 mese una dall'altra.
ALTERNATIVE
ACIDO ALFA LIPOICO
Dieta sregolata o povera di elementi ad alto valore antiossidante, stress psico-fisico o permanenza in ambienti inquinati da metalli pesanti (come per esempio mercurio, piombo, cadmio, ecc.) presenti sia nei terreni che nell’aria sono tutti fattori che possono aumentare il rischio di danni e di invecchiamento cellulare.
Il miglior modo per reagire a queste aggressioni, non potendo purtroppo evitarle, è quello di assumere giornalmente 5-6 porzioni di verdura e frutta. Quando ciò non è possibile, può risultare utile l’integrare l’alimentazione quotidiana con antiossidanti come l’acido alfa lipoico che, tra le altre funzioni, ha quella di rallentare i processi di invecchiamento cellulare. In natura l’acido alfa lipoico è presente in tessuti animali e nei tessuti vegetali; si trova in abbondanza in patate, broccoli e spinaci.
http://www.amazon.com/Potato-Antioxidant-Lipoic-Learning-Handbook/dp/0964270366
FASE 1 - Regolazione della funzione drenante dell’apparato epato-biliare. Soluzione a base di: Acido alfa-lipoico, Berberis vulgaris, Carduus marianus, Cynara scolimus, Fumaria officinalis, Glycyrrhiza glabra, Phaseolus vulgaris, Quassia amara, Secale cereale, Solidago virgaurea, Taraxacum dens leonis,
FASE 2 - Regolazione della funzione drenante del sistema linfatico. Soluzione a base di: Alnus glutinosa, Ananassa sativa, Betula verrucosa, Castanea vesca, Cistis canadensis, Juglans regia, Quercus peduncolata, Ruscus aculeatus, Uncaria tomentosa, Vitis vinifera, Iodio, Rame.
Accertarsi che l'acido Alfa Lipoico sia di origine vegetale.
1.5 litri di acqua oligominerale al giorno a bassissimo residuo fisso.
Bibliografia acido alfa lipoico
2) Reed LJ. The chemistry and functions of lipoic acids. Adv. Enzymol. 18:319, 1957
5) Sies H. Strategies of antioxidant defense. Eur J. Biochem. 215: 213-219, 1993
9) Bonina FP et al, Unpublished data
10)Berardesca E, Distante F, Lazzerini S, De Paoli GF: Topical alpha-lipoic acid prevents surfactant induced xerosis. Abstract, 7th European Academy of Dermatology Congress, Nice, France, 7-11 October, 1998
Fonte: http://www.lapelle.it/dermatologia/antiossidanti.htm
COME SI TOGLIE L'AMALGAMA
- Idealmente l’amalgama va disincastonata dal dente senza toccarla o con il minor numero di passaggi possibili nel materiale.
DIGA
- Il campo di lavoro viene isolato tramite la diga di gomma, la quale provvede a separare la cavità orale dal dente su cui si lavora. Utilizzando fogli di polimero completamente impermeabili al mercurio invece del lattice di gomma impiegato per le normali dighe è possibile schermare il cavo orale dai vapori di mercurio.

- L’emissione di mercurio è causata dal contatto della fresa con l’otturazione.
- Minore è il percorso di contatto, minore è l’esposizione. Da evitare la classica tecnica di smontaggio totale dell’otturazione per usura è il sistema che porta la fresa in contatto continuo con l’amalgama ed è quindi il più dannoso. Il dentista è portato ad operare così in funzione della grande efficienza del trapano-turbina e di fatto rimane il sistema con cui si smonta qualsiasi altro materiale.
- Le frese ideali per la rimozione sono sottili e lunghe fiamme in carburo di tungsteno monouso. Il disegno lamellare delle frese in carburo di tungsteno permette un taglio netto con una temperatura di contatto più bassa e quindi minore emissione.
- Da evitare le frese diamantate che hanno per loro natura un taglio di tipo abrasivo ed un coefficiente di attrito alto. (Attrito = Calore).
- La rimozione va effettuata con un moltiplicatore ad anello rosso (alta torque e basso regime rotatorio), con abbondante irrigazione fredda e con l'uso di una fresa a fessura sottilissima al carbonio di tungsteno che permetta il taglio sia dello smalto che dell'amalgama con eguale efficacia ed in tempi velocissimi. Tale fresa consente di non scaldare e nebulizzare l'amalgama nel caso fosse necessario venirne a contatto.
- Aumentare al massimo il raffreddamento della fresa, scegliere manipoli con ugelli multipli e con getti in buone condizioni. Se possibili portare al massimo la portata di acqua ed abbassare la quantità di aria nello spray per evitare di soffiare in giro mercurio.
- La rimozione dell’amalgama avviene per sezione lungo l’interfaccia tra otturazione e dente e mai per usura del restauro.
- L’otturazione viene sganciata dal dente e smaltita come rifiuto nocivo. La cavità ed il campo di lavoro vengono lavati con abbondante getto d’acqua.
- L'atto demolitivo va effettuato cercando di "sgusciare" l'otturazione, tagliando lo smalto intorno ad essa, creando quasi un piano di clivaggio che ne permetta l'enucleazione senza fatica. Chiaramente è necessario sacrificare una parte di smalto e di dentina, nella convinzione che ciò sia il male minore: è preferibile toccare il meno possibile l'amalgama soprattutto nei casi di gravi patologie, nelle quali anche un ulteriore minimo rilascio di mercurio potrebbe essere molto dannoso. A questi livelli si deve intendere l'odontoiatria in termini tossicologici e non solo conservativi ed estetici. Si tratta di anticipare la preparazione "svasata" e conica che sarebbe in ogni caso necessaria per un intarsio o una otturazione in composito, eliminando il sottosquadro che invece caratterizzava la precedente preparazione per l'otturazione in amalgama.
- A questo punto si procede all'asportazione del blocco in toto. Tale asportazione va eseguita con mini-leve dedicate o con un escavatore (di calibro variabile in base alla possibilità di inserimento) con il quale viene effettuata una ragionevole, prudente, azione di leva. Se la situazione lo richiede può essere utilizzato un estrattore per corone con il quale si "picchietta" delicatamente sul blocco da rimuovere dopo aver creato lo spazio necessario per l'inserimento dello strumento; allo stesso modo può essere utilizzato un martelletto pneumatico che permetta di "scalzare", senza danneggiare la struttura dentale, la vecchia otturazione dalla sua sede. Una seconda possibilità (possibilmente da evitare) prevede la frammentazione dell'otturazione, anche se avviene in grandi porzioni. Consiglio: prima dell'intervento parlare con il dentista e assicurarsi che l'asportazione dell'amalgama avvenga in blocco. Al termine della rimozione chiedere di vedere l'amalgama rimossa. In caso di rimozione del dente si consiglia l'impianto della protesi in titanio (garantito 10-15 anni), in caso di allergia in zirconio (alcuni dentisti lo garantiscono a vita, verificare) tuttavia le protesi in zirconio presentano anche dei problemi.

- Tutta l’operazione viene effettuata sotto costante irrigazione e raffreddamento ad acqua della fresa.
- L’aspirazione è fondamentale! Risulta del tutto insufficiente l’aspira-saliva, deputato unicamente ad evacuare liquidi da una pozza. Per avere un effetto di eliminazione di fumi e vapori serve l’aspirazione chirurgica con cannule larghe (alta portata) ed un buon motore aspirante.
- Durante la rimozione una cannula di ampio diametro, con punta tagliata a 45°, viene mantenuta in contatto con il fianco del dente al fine di creare una forte aspirazione localizzata sul dente.
- Garantire, associato al sistema aspirante periorale (Merc-Off), la più efficace aspirazione endorale ad alta velocità, con una cannula a bocca larga su un terminale e, quando tecnicamente possibile, con un aspiratore pericoronale (clean-up) al posto dell'aspirasaliva, sull'altro terminale.
- La zona di lavoro viene ulteriormente definita e confinata tramite una cappa aspirante che viene sovrapposta alla diga. I due tubi di aspirazione, collegati con un impianto mosso da un motore da 1500W, permettono di creare una notevole depressione d’aria nella zona operativa. Il flusso d’aria spazza la superficie della diga ed evita che venga generata una nuvola di vapori incontrollata. Il naso del paziente si trova al di fuori della zona di lavoro: la misurazione della concentrazioni di vapori all’altezza della narice rimane fissa a 0.00 mg/m3 per tutta la fase di lavoro.
- Un sistema di separazione per l’amalgama, inserito sulla linea dell’aspirazione chirurgica, provvede a precipitare eventuali particelle o blocchi di amalgama aspirati ed a mantenerli segregati sott’acqua all’interno di appositi contenitori.
PROTEZIONE: LA VENTILAZIONE, MASCHERINE AL CARBONIO
- La ventilazione ed il contenimento della zona di lavoro sono importanti tanto per il paziente quanto per lo staff odontoiatrico. Vale il concetto che più vicino alla zona di produzione dei fumi si effettua l’aspirazione ed il ricambio d’aria, minore è la dispersione dei vapori stessi e minore è la quantità di aria da muovere. I vari sistemi di aspirazione ambientale da posizionare attorno al campo operatorio hanno questa ratio e servono per contenere l’emissione di nuvole tossiche.
- Il paziente e l’operatore possono essere protetti dall’inalazione nasale di vapore di mercurio attraverso vari accorgimenti: (1) mascherine con filtri al carbonio o ioduri specifici per il vapore di mercurio, (2) caschi integrali con filtri, (3) mascherine nasali con flusso di aria non contaminata. Non è chiaro se esista un beneficio ad utilizzare l’ossigeno, che rischia di essere ossidante e facilitare l’assorbimento di mercurio.
- La presenza di accoppiamenti infelici tra metalli odontoiatrici dissimili, causa di fenomeni di corrosione e rilascio di ioni, di correnti galvaniche e tatuaggi della gengiva, può essere indagata misurando le correnti elettriche indorali e le concentrazioni di metalli nella saliva.
- L’aria presente nell’ambiente di lavoro viene costantemente trattata mediante un sistema di filtrazione composto da una grossa cella di precipitazione elettrostatica dei fumi, un filtro al carbone attivo ed uno stadio di ionizzazione dell’aria.
- La misurazione della concentrazione nell’aria di vapori di mercurio, effettuata tramite uno spettrofotometro dedicato approvato NIOSH, permette di monitorare l’eventuale esposizione del paziente e dell’operatore nonché la contaminazione dell’ambiente di lavoro.
- La fretta è incompatibile con la bonifica delle otturazioni in amalgama. Rimuovere più otturazioni per appuntamento e far trascorrere tempi brevi tra le rimozioni stesse tende a sovrapporre eventuali picchi di esposizione, senza particolari benefici se non quelli della praticità operative
- Sia che venga aspirato nel raccoglitore d'amalgama, sia che venga immediatamente recuperato, il vecchio manufatto andrà smaltito come rifiuto tossico-nocivo.
- Un sistema di separazione per l’amalgama, inserito sulla linea dell’aspirazione chirurgica, provvede a precipitare eventuali particelle o blocchi di amalgama aspirati ed a mantenerli segregati sott’acqua all’interno di appositi contenitori.
- Dopo aver ripulito con attenzione la cavità, si apporrà l'otturazione provvisoria (preferibilmente all'ossifosfato o compositi resinosi neutri), affinché eventuali detriti residuali non vengano intrappolati dall'immediata ricostruzione del dente. Se le condizioni cliniche lo consentono, in questa fase si può ultimare la preparazione e rilevare immediatamente le impronte per la preparazione degli intarsi. Questi ultimi dovranno essere eseguiti in materiali (ceramica o composito) bio-compatibili.
- La chiusura del dente avverrà in una successiva seduta con materiale, testato idoneo. È meglio non chiudere immediatamente con compositi per evitare anche il minimo insulto ad un sistema immunitario già ferito; ciò consente di effettuare una sorta di “chelazione”, biologicamente molto ben tollerata (attraverso chip o rimedio in gocce), per tutta la durata della terapia di rimozione. Caratteristica peculiare del nostro sistema di rimozione, è l'inversione frequenziale della prima otturazione in amalgama rimossa, attraverso apparecchiatura di biorisonanza (Bicom optima) ;
- Le otturazioni in amalgama vengono sostituiti con restauri diretti o intarsi realizzati in DiamondCrown, un materiale composito di ultima generazione dotato di ottime caratteristiche biologiche e meccaniche; Costituito da un polimero PEX altamente purificato, di grado medicale, derivato dalle tecnologie implantari ortopediche, il suo riempitivo è una vetroceramica di grado elettronico priva di metalli o impurità.
- Il materiale non presenta alcun tipo di citotossità o reattività biologica. La sua resistenza DTS è superiore a quella del dente naturale ed il suo livello di abrasione è 5 um/anno come lo smalto. La tecnica restaurativa adesiva permette di ricostituire l’integrità strutturale del dente, precedentemente interrotta dal blocco di amalgama passivamente trattenuto dalla cavità.
I TEMPI
- La rimozione di una otturazione al mese rimane l’indicazione più sensata.
- La misurazione degli elementi traccia nel capello o nell’unghia (mineralogramma) fornisce informazioni circa i livelli di accumulo tissutale dei metalli pesanti e può essere utile per impostare strategie di chelazione e monitorarne l’efficacia nel tempo.
- Questo protocollo di rimozione è stato ripetutamente testato ed affinato. Nella versione così presentata garantisce all’operatore ed all’ambiente di lavoro un livello di esposizione non rilevabile (<0.00 mg/m3). Lo stesso livello di sicurezza è stato riscontrato per quanto riguarda l’aria inalata dal paziente ed il campo di lavoro in genere, mentre non è possibile fornire dati assoluti per quanto riguarda l’eventuale filtrazione tramite la diga di gomma.
STAMPA
- Io vi consiglierei anche di stampare e far leggere questo documento al vostro dentista nel caso pensi che rimuovere l’otturazione sia una cosa da prendere alla leggera (e di dentisti che la pensano così ce ne sono a centinaia).

Queste informazioni rappresentano soltanto un suggerimento e non intendono sostituire il consiglio del medico
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