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Lunedì, 21 Maggio 2012
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Osservazioni di ricercatori: AMALGAMA e RETTOCOLITI

U. BORGZINNER 

Borgzinner U., "Die Giftigkeit von Amalgamfullungen", Munch. Med. Wochenschr. 1927, 1346 

L'autore evidenzia l'importanza della eziologia mercuriale in casi di colite ulcerosa in cui non si sia potuto risalire alla causa. 

Viene descritto il caso di un paziente che aveva messo quattro otturazioni di amalgama di rame qualche tempo prima che sviluppasse la colite ulcerosa. Il test del mercurio nelle urine era positivo e non potettero essere trovate altre fonti di esposizione al mercurio. La rimozione dell'amalgama dentale porta ad una regressione della patologia.

"Non dovrebbe questo caso allertarci e farci considerare di smettere di usare l'amalgama?" conclude il ricercatore, "Se come sembra questo uso del mercurio può causare la colite ulcerosa, allora probabilmente è responsabile anche di tante altre piccole condizioni e malesseri meno gravi".


JARO PLEVA (morbo di Crohn) 

da: "The dental amalgam issue. A review", Experientia, 1991; 47, p.9-22

Nonostante il considerevole volume di studi sulla corrosione degli amalgami, la discussione sull'impatto tossicologico del mercurio rilasciato nell'organismo ha fatto poca strada finora nella comunità medica. E poca possibilità di identificazione e segnalazione c'è stata per le vittime di micromercurialismo da amalgama. Per citare Stock [1926]: "I dentisti non sono certamente nella condizione ideale per riconoscere gli eventuali effetti generali delle otturazioni di amalgama, non hanno una preparazione di base sufficiente per fare una valutazione in merito, né per raccogliere dati utili per una tale valutazione. Pazienti ad esempio afflitti da deterioramento delle capacità mentali, nervosismo, catarro, etc., di solito non vanno a riportare i loro disturbi al dentista. Si rivolgono piuttosto al medico di famiglia o specialisti di vario tipo, neurologi, otorino-laringoiatri ed internisti. E questi sono tutti medici che ignorano del tutto eventuali lavori odontoiatrici, né sospettano il mercurio nell'amalgama."

In questo studio dopo aver analizzato le otturazioni in amalgama rimosse dai denti di una paziente svedese 58enne, è stata fatta la stima che l'esposizione totale derivante da 10 cm

2 di superficie corrosa fosse di 82 microgrammi di mercurio al giorno. 

La donna era stata costretta al pensionamento anticipato all'età  di 40 anni a causa di disabilitanti problemi cronici di salute: diagnosi ufficiale, morbo di Crohn con disturbi reumatici. Eziologia ignota.

La sindrome includeva 20 sintomi:

  • diarrea con perdite di sangue,
  • dolori a legamenti, muscoli e schiena,
  • soventi infiammazioni ad occhi e apparato respiratorio superiore,
  • sinusite,
  • grave fatica,
  • stress,
  • deterioramento della memoria,
  • vertigine,
  • problemi all'udito,
  • salivazione eccessiva, gengive sanguinanti,
  • asma,
  • battito cardiaco irregolare, dolori a cuore e petto,
  • sonno disturbato,
  • eczema.

Situazione odontoiatrica: già da bambina amalgami furono inseriti nella maggior parte dei denti; appena prima dell'insorgenza della sua malattia in forma grave fu messa un'otturazione di oro in diretto contatto con l'amalgama.

Nel 1986, la paziente riportò una spettacolare guarigione a seguito della rimozione dell'amalgama dentale. Il morbo di Crohn era del tutto scomparso.

Sottoposta ad un controllo quattro anni dopo, nel 1990, fu rilevato che i precedenti sintomi erano scomparsi tutti tranne la fatica, l'eczema e la capacità di concentrazione, sintomi che comunque erano migliorati di molto e che erano rimasti in una forma lieve, insieme con diarrea occasionale.


L.H. CATSAKIS (colite ulcerosa)

da: "Allergy to silver amalgams", Oral Surg., 1978; vol. 46, N.3, p.371- 375

Una donna 53enne arrivò al nostro studio odontoiatrico lamentando gravi problemi periodontali, cui non era stato possibile porre rimedio alcuno nonostante ripetuti e avanzati trattamenti periodontali. Il tessuto gengivale appariva edematoso e arrossato, e sanguinava facilmente, erano presenti numerose vecchie otturazioni di amalgama e delle protesi fisse. La  donna aveva persino dovuto sottoporsi, inutilmente, a 4 impegnative sedute di chirurgia periodontale, una per  quadrante. Fu spiegato alla paziente che per la sua situazione era fortemente sospettata una reazione allergica all'amalgama dentale, e perciò se ne suggeriva la rimozione. La paziente però ci consentì  di rimuovere solo le quattro otturazioni in amalgama difettose su un lato della bocca. Quando queste otturazioni in amalgama furono sostituite con manufatti in oro i sintomi di periodontite cessarono, limitatamente a quel lato, mentre da altre parti non ci furono cambiamenti. A questo punto allora la paziente decise di accogliere interamente il piano terapeutico da noi raccomandato e far togliere tutte le otturazioni di amalgama.

Oltre alla sostituzione delle vecchie otturazioni con oro è stato fatto uso, se necessario, di corone in resina, e sono stati l'applicati alla base del dente, quando indicato, cementi di idrossido di calcio e zinco fosfato. Entro poco tempo dal completamento della rimozione di amalgama il periodonto è guarito completamente, ed è rimasto del tutto sano per più di 2 anni a seguito della rimozione delle otturazioni di amalgama. Questo risultato terapeutico, insieme con un patch test positivo, è in accordo con la diagnosi di allergia della paziente agli amalgami dentali.

La storia dentale e quella medica apportano ulteriori conferme a ciò. Le prime otturazioni di amalgama erano state inserite all'età di 33 anni. Un'allergia ai metalli portati sul corpo era apparsa all'età di 38 anni: anelli di argento provocavano rash sulle dita e orecchini facevano rigonfiare i lobi auricolari.

Poco dopo insorse una condizione di colite ulcerosa, che lentamente peggiorò fino a dover operare una resezione gastrica parziale, all'età di 43 anni. Fu solo all'età di 46 anni che iniziarono i suoi problemi periodontali. Sintomi concomitanti erano elevata pressione sanguigna, ipo e iper-glicemia intermittenti, anemia, carenza di vitamine (di tutte le vitamine), intolleranza a sulfammidici, aspirina e barbiturici. La paziente riferì anche che le otturazioni di amalgama avevano  dovuto essere sostituite dai precedenti dentisti con una certa regolarità.

Il suo stato di salute migliorò e la maggior parte dei sintomi fisici scomparvero dopo la rimozione delle otturazioni dentali di amalgama.

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