Consumo di carne ed impatto ambientale
Con uno spreco abnorme di terreni fertili, energia, acqua, sostanze chimiche e con l'emissione di inquinanti.Il report dell’associazione di consumatori Foodwatch
L’associazione di consumatori tedesca Foodwatch ha pubblicato il 25 agosto 2008 un report sull’impatto dell’agricoltura e dell’allevamento sull’effetto serra, svolto dall’Istituto tedesco per la Ricerca sull’Economia Ecologica (IOeW); lo studio ha tenuto conto delle emissioni di CO2 risultanti dalla coltivazione dei mangimi per gli animali, dall’utilizzo dei pascoli per l’allevamento e dalle deiezioni prodotte dagli animali stessi. [Foodwatch2008]

Il confronto, per risultare di facile comprensione al pubblico, è stato esplicitato in termini di “km equivalenti” percorsi in auto (una BMW, per la precisione), e quindi spiega a quanti km percorsi in auto equivale 1 kg di carne, 1 kg di grano, ecc. Il risultato che ne emerge, conteggiando tutti gli alimenti consumati in un anno da una persona, in termini di emissioni di gas serra causate dalla loro produzione, è rappresentato nella figura qui sopra: il tipo di alimentazione più ecologista è quella 100% vegetale.
L’alimentazione latto-ovo-vegetariana ha un impatto 4 volte più alto, quella onnivora 8 volte più alto.
Questo solo per quanto riguarda l’effetto serra, ma va tenuto presente che come impatto ambientale totale contano anche i consumi di acqua, sostanze chimiche, terreni, e l’inquinamento da deiezioni in generale.
Da dove deriva l’impatto della produzione alimentare sull’ambiente?
Lo spreco enorme di cibo che affama il terzo mondo: per 1 kg di carne occorrono 15 kg di vegetali

Per comprendere i motivi dell’impatto sull’ambiente in generale e sull’effetto serra in particolare, occorre notare che gli animali d’allevamento sono “fabbriche di proteine alla rovescia”.
Gli animali d’allevamento consumano infatti molte più calorie, ricavate dai mangimi vegetali, di quante ne producano sotto forma di carne, latte e uova: come “macchine” (così sono ormai considerati nella moderna zootecnia, anche se macchine di certo non sono) che convertono proteine vegetali in proteine animali, sono del tutto inefficienti.
Questo significa che per ogni kg di carne che si ricava da un animale, lo stesso animale deve mangiare mediamente 15 kg di vegetali, appositamente coltivati.
Con uno spreco abnorme di terreni fertili, energia, acqua, sostanze chimiche e con l'emissione di inquinanti.
Perché accade questo? Perché nel trasformare vegetali in proteine animali, un'ingente quantità delle proteine e dell'energia contenute nei vegetali viene sprecata: il cibo serve infatti a sostenere il metabolismo degli animali allevati, ed inoltre vanno considerati i tessuti non commestibili come ossa, cartilagini e frattaglie, e le feci. Noi stessi, se mangiamo mezzo kg di cibo al giorno, di vario genere, non pesiamo di certo mezzo kg in più al giorno. E così gli animali. La gran parte del cibo che mangiano serve a farli vivere, non a farli ingrassare.
Il rendimento delle proteine animali è ancora più basso.
Un bovino, ad esempio, ha un'efficienza di conversione delle proteine animali di solo il 6%: consumando cioè 790 kg di proteine vegetali, produce meno di 50 kg di proteine.
Fonte: http://www.tvanimalista.info/video/ecologia-della-nutrizione/impatto-ambientale-scelte-alimentari/
Fonte: http://www.saicosamangi.info/ambiente/fabbriche-proteine-rovescia.html
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